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A cinque anni dal 2030: una corrente non ancora capace di trainare il cambiamento

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Con il traguardo dell’Agenda 2030 ormai a cinque anni di distanza, il mondo si trova di fronte a una realtà inequivocabile: il ritmo dei progressi verso il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) rimane insufficiente.

Stando al Rapporto delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2025, appena il 35 % dei target SDG risultano “on track” o in fase di progresso moderat.

Al contrario, il 47 % mostra progressi marginali o insufficienti, mentre un preoccupante 18 % segna un regresso rispetto al 2015. Questo dato segnala come due terzi degli obiettivi fondamentali siano a rischio, compromettendo la possibilità di realizzare l’Agenda entro la scadenza del 2030.

Il quadro è aggravato da tendenze globali che ostacolano il progresso: conflitti sempre più diffusi, crisi climatologiche, disuguaglianze persistenti e il peso crescente del servizio del debito nei paesi a basso e medio reddito.

 Quasi la metà degli SDGs non mostra segnali rassicuranti

Secondo quanto riportato nel Report il 48 % degli SDGs evidenzia progressi insufficienti. Il Rapporto sottolinea come sfide critiche – quali fame, povertà, emergenze climatiche e conflitti – continuino a colpire milioni di persone, rallentando l’avanzamento verso gli Obiettivi.

Il Rapporto pone inoltre l’accento sulle sei trasformazioni fondamentali in grado di stimolare un impatto moltiplicatore su più fronti: sistemi alimentari resilienti, accesso universale all’energia sostenibile, connettività digitale inclusiva, riforma e innovazione dell’istruzione, lavoro dignitoso e protezione sociale, insieme a misure concrete per il clima e la tutela della biodiversità.

I dati chiave: povertà, disuguaglianze e sfide aperte

Dal versante ONU emergono dati tanto rilevanti quanto allarmanti:

  • Nel 2022, circa il 9 % della popolazione mondiale viveva in condizioni di povertà estrema, soglia che, con l’attuale incedere, potrebbe ridursi soltanto al 7,3 % entro il 2030.
  • Nel 2023, più della metà della popolazione globale (52,4 %) risultava coperta da almeno un beneficio di protezione sociale, miglioramento rispetto al 42,8 % del 2015; tuttavia, restano oltre 700 milioni di persone in povertà, e la copertura nei paesi a basso reddito è stagnante, attorno al 9,7 %.
  • I dati sul settore agricolo evidenziano che, nonostante una spesa pubblica record di 701 miliardi di dollari nel 2023, questa costituisce meno del 2 % della spesa governativa totale, evidenziando lacune nell’investimento nei sistemi alimentari.
  • Sul fronte istruzione, nel 2023 ben 272 milioni di bambini e ragazzi erano esclusi dalla scuola.
  • In termini di condizioni di vita di base, nel 2024 circa 2,2 miliardi di persone erano prive di acqua potabile gestita in sicurezza, 3,4 miliardi senza servizi sanitari sicuri e 1,7 miliardi senza accesso all’igiene domestica.

Un appello globale per mobilitare risorse e volontà

In questo contesto, il 2025 rappresenta un anno chiave per rilanciare l’impegno globale attraverso appuntamenti di grande rilevanza, come la Quarta Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, il Forum Politico di Alto Livello sullo sviluppo sostenibile, il secondo Vertice ONU sui Sistemi Alimentari e il secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale. Questi momenti offrono l’occasione di rinnovare la volontà politica, mobilitare risorse adeguate e promuovere un impegno inclusivo e solidale a livello internazionale. Allo stesso tempo, alcuni progressi già raggiunti – come l’accesso universale all’elettricità in 45 Paesi e l’eliminazione di malattie tropicali trascurate in 54 Stati – dimostrano che il cambiamento è possibile, purché sostenuto da investimenti mirati e da una cooperazione rafforzata tra le nazioni.

In ultima analisi, l’Agenda 2030 rappresenta una sfida ancora aperta, che richiede un’accelerazione decisa in diversi ambiti strategici. Pur restando ostacoli significativi, i progressi già conseguiti dimostrano che una trasformazione concreta è possibile. Perché ciò avvenga, è fondamentale che la comunità internazionale rafforzi la cooperazione, investa in soluzioni sostenibili e promuova un impegno condiviso, capace di tradurre le ambizioni globali in risultati tangibili per le persone e per il pianeta.

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