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Adeguamenti al Codice del Terzo Settore: verifiche, allineamenti e le priorità per fine 2026
A metà 2026, per molti Enti del Terzo Settore il processo di adeguamento al Codice non è più una prospettiva, ma una realtà in corso.
Le disposizioni transitorie e finali richiedono oggi non tanto pianificazione, quanto verifica dello stato di attuazione, coerenza degli assetti adottati e capacità di intervenire sulle aree ancora non allineate.
In questo scenario, una consulenza qualificata è fondamentale per passare da un adeguamento “formale” a un sistema realmente integrato, capace di sostenere l’ente nel rapporto con RUNTS, Pubblica Amministrazione e finanziatori.
Gli articoli 98–104 continuano a rappresentare il riferimento per:
- il completamento degli adeguamenti statutari e organizzativi
- il coordinamento con la normativa previgente
- la gestione delle disposizioni ancora in fase applicativa
- il ruolo degli organi nel garantire coerenza e aggiornamento
Nel 2026, il focus si sposta dalle scadenze alla corretta implementazione e tenuta nel tempo.
A questo punto dell’anno, gli enti dovrebbero:
- verificare lo stato reale di adeguamento (statuti, regolamenti, governance)
- controllare l’allineamento tra dati RUNTS, bilanci e attività svolte
- aggiornare policy interne e processi operativi
- rafforzare la formazione degli organi su obblighi e responsabilità
- pianificare interventi correttivi entro fine anno
Criticità & Best practice
Criticità tipica 2026
- Adeguamenti formalmente completati ma non coerenti nella pratica operativa
Best practice 2026
- Check-up di conformità di metà anno
- Allineamento tra dimensione:
- normativa
- gestionale
- rendicontativa
- Piano correttivo con priorità e tempistiche certe
In questa fase, il rischio maggiore non è il mancato adeguamento, ma la presenza di sistemi solo apparentemente conformi. Il supporto consulenziale consente di effettuare una verifica indipendente, individuare disallineamenti e accompagnare l’ente nella loro risoluzione, garantendo coerenza tra struttura, attività e obblighi normativi. È un passaggio decisivo per evitare criticità future e consolidare la credibilità dell’organizzazione
Nel 2026, il tema non è più “se adeguarsi”, ma come verificare di averlo fatto correttamente.
È il momento della qualità, non della quantità degli interventi. Gli enti che sapranno consolidare i propri assetti organizzativi e normativi saranno anche quelli più solidi e credibili nel medio periodo.
E ancora una volta, la differenza la fanno competenze e metodo.
Capital Advisory srl S.B. supporta gli enti nella verifica dello stato di adeguamento e nella definizione di interventi correttivi, costruendo assetti coerenti e sostenibili.
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