Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità si è concentrato principalmente su emissioni, energia, economia…

Bando Staff House II: incentivo per alloggi dei lavoratori nel settore turismo
Dal 2 aprile 2026 prende ufficialmente il via Staff House II, l’incentivo promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia, pensato per sostenere le imprese del settore turistico nella realizzazione e riqualificazione di alloggi destinati ai propri lavoratori.
L’incentivo si concretizza in un contributo a fondo perduto a copertura di una parte significativa degli investimenti necessari per riqualificare, ammodernare o completare immobili già esistenti. Le imprese possono quindi intervenire su una o più unità immobiliari, purché il progetto sia organico e unitario, con l’obiettivo di destinare gli immobili ad alloggi per lavoratori.
Per essere ammissibili, i progetti devono rispettare alcuni requisiti ben precisi: l’investimento complessivo deve essere compreso tra 500.000 e 5 milioni di euro, garantire almeno 10 posti letto e assicurare un miglioramento della prestazione energetica. Inoltre, gli interventi devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla concessione del contributo, nel rispetto anche del principio DNSH, che impone di non arrecare danni significativi all’ambiente.
Dal punto di vista delle spese, il bando finanzia interventi edilizi sugli immobili, che rappresentano una componente obbligatoria del progetto. A questi si possono affiancare anche investimenti in impianti, macchinari, attrezzature e arredi nuovi, oltre alle opere murarie necessarie alla loro installazione. Non mancano poi le consulenze tecniche, ammesse per le PMI entro determinati limiti, e gli studi in materia ambientale ed energetica, come gli audit energetici, purché strettamente collegati agli interventi.
Possono accedere all’incentivo imprese di qualsiasi dimensione operanti nel settore turistico-ricettivo, comprese quelle attive nella somministrazione di alimenti e bevande. È necessario disporre degli immobili oggetto dell’intervento, anche tramite contratto di locazione con autorizzazione del proprietario, e svolgere attività coerenti con i codici ATECO previsti dal bando. L’accesso è consentito anche alle imprese non ancora attive, a condizione che avviino i lavori dopo la presentazione della domanda e prima della concessione dell’agevolazione.
Per quanto riguarda l’entità del contributo, questo può arrivare fino al 30% delle spese ammissibili per gli interventi sugli immobili, con percentuali che possono aumentare sensibilmente grazie a diverse maggiorazioni. Sono infatti previsti incrementi per le piccole e medie imprese, per i progetti realizzati in determinate aree territoriali e per gli interventi che garantiscono un miglioramento energetico particolarmente rilevante, pari ad almeno il 40%. Anche le consulenze possono essere finanziate con intensità elevate, soprattutto per le PMI.
La misura dispone complessivamente di 54 milioni di euro, distribuiti su più annualità, e sarà gestita con procedura a sportello. Questo significa che le domande verranno valutate in ordine cronologico di presentazione, rendendo fondamentale una preparazione tempestiva e accurata della candidatura.
La presentazione delle domande sarà possibile dalle ore 12:00 del 2 aprile fino alle ore 17:00 del 5 maggio 2026, esclusivamente tramite il portale di Invitalia. Per partecipare sarà necessario essere dotati di SPID, firma digitale e PEC, oltre a utilizzare la modulistica ufficiale prevista dal bando.
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