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Comunicazione e Fundraising nel Terzo Settore:un binomio strategico per la sostenibilità

Prima di tutto cerchiamo di fare chiarezza sottolineando alcuni punti:

  1. L’importanza della comunicazione per gli enti del Terzo Settore

Nel mondo del Terzo Settore, la comunicazione non è solo un mezzo per raccontare ciò che si fa, ma è uno strumento strategico per costruire relazioni, generare fiducia e coinvolgere la comunità. Una comunicazione efficace permette all’ente di: 

  • Trasmettere la propria missione e i valori. 
  • Rendere visibili i risultati e l’impatto sociale. 
  • Attivare reti di sostegno e collaborazione. 
  1. Il fundraising dipende dalla comunicazione

Il fundraising non è una semplice raccolta fondi, ma un processo relazionale che si basa sulla capacità di comunicare in modo autentico e coinvolgente. Senza una comunicazione chiara, coerente e continuativa, è difficile costruire fiducia nei donatori e motivarli a sostenere l’ente. 

  1. Dissipare i dubbi: fundraiser vs consulente

Spesso si fa confusione tra il ruolo del fundraiser e quello del consulente. Il fundraiser è una figura interna o esterna che lavora in modo continuativo per sviluppare strategie di raccolta fondi, costruire relazioni e monitorare i risultati. Il consulente, invece, offre supporto più o meno temporaneo e specialistico su aspetti specifici (es. Strategie, organizzazione, affiancamento, ideazioni campagne, sviluppo strumenti digitali, formazione). 

Il fundraiser è parte integrante dell’organizzazione, lavora in sinergia con la direzione, la comunicazione e la progettazione. 

  1. Il fundraising non è progettazione

Un altro equivoco comune è pensare che il fundraising coincida con la progettazione o la partecipazione a bandi. In realtà, il fundraising è complementare alla progettazione: mentre quest’ultima si occupa di ideare e strutturare interventi, il fundraising lavora per trovare le risorse necessarie, coinvolgendo donatori privati, aziende, fondazioni e cittadini. 

Henry “Hank” Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo, definiva il fundraising come: 

“La nobile arte di insegnare alle persone la gioia di donare.”  

Questa frase racchiude l’essenza del fundraising: non si tratta di chiedere soldi, ma di creare connessioni significative, di comunicare valori e di offrire alle persone l’opportunità di essere parte di qualcosa di più grande. 

  1. Investire nel fundraising: un esempio concreto

Immaginiamo un ente che decide di investire in una figura dedicata al fundraising e in una strategia di comunicazione integrata. Nei primi sei mesi, i risultati potrebbero sembrare modesti o nulli, ma nel tempo si struttura una piattaforma di gestione e un processo, si costruisce una rete di sostenitori, si migliorano le relazioni con i donatori e si diversificano le fonti di finanziamento. 

È fondamentale darsi almeno due anni per valutare l’impatto reale del fundraising. Come ogni investimento, anche quello nel fundraising richiede tempo, risorse e visione strategica. 

E quale potrebbe essere il profilo da ricercare per ricoprire il ruolo di fundraiser per un ETS medio piccolo riprendendo gli spunti di un nostro articolo precedente? E per la Comunicazione? Ne parleremo nei prossimi articoli. 

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