Skip to content

Fondo per la transizione industriale: nuove opportunità per le imprese sostenibili

Il Fondo per il sostegno alla transizione industriale torna ad aprire uno sportello per le imprese, confermandosi uno degli strumenti centrali della politica industriale italiana per la sostenibilità. Dal 17 settembre al 10 dicembre 2025 sarà possibile presentare nuove domande di agevolazione, con una dotazione pari a oltre 134 milioni di euro, risorse che derivano dalle economie dei precedenti bandi e che rientrano nella cornice del PNRR, sotto la misura M2C2 – 5.1 dedicata al sostegno della produzione in chiave ecologica e resiliente.

L’obiettivo del Fondo è favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee contro i cambiamenti climatici, sostenendo le imprese che scelgono di investire in efficienza energetica, riduzione dei consumi e utilizzo più razionale delle risorse. La misura, introdotta dal decreto ministeriale del 21 ottobre 2022 e attuata con successivi decreti direttoriali, si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione e localizzate su tutto il territorio nazionale, purché in regola con i requisiti giuridici e contributivi, non in stato di difficoltà prima del 2019 e non soggette a revoche o incompatibilità europee.

Una parte rilevante dei fondi è vincolata a specifici obiettivi: almeno il 40% è destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno, mentre il 50% è riservato alle imprese energivore, ossia quelle a forte consumo di energia. L’intento è non solo sostenere la transizione ecologica, ma anche ridurre i divari territoriali e rafforzare i settori produttivi più esposti all’impatto dei costi energetici.

Gli investimenti devono riferirsi a una sola unità produttiva e avere spese ammissibili comprese tra 3 e 20 milioni di euro. Devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e completati entro 36 mesi dalla concessione del contributo, con possibilità di proroga di un anno. È inoltre richiesto il rispetto delle normative europee in materia ambientale e del principio DNSH, che esclude interventi legati a combustibili fossili, discariche e inceneritori, salvo limitate eccezioni.

Le tipologie di intervento finanziabili sono due: da un lato, progetti di miglioramento dell’efficienza energetica, anche con cambiamenti sostanziali nei processi produttivi e con possibilità di includere spese accessorie per impianti di autoproduzione di energia rinnovabile, idrogeno o cogenerazione; dall’altro, interventi volti a un uso più efficiente delle risorse, attraverso riuso, riciclo e recupero di materie prime o l’impiego di materiali riciclati. Tutti i programmi devono avere come obiettivo esclusivo la tutela ambientale dei processi aziendali, senza determinare incrementi significativi della capacità produttiva.

Le spese ammissibili coprono un’ampia gamma di voci: dall’acquisto di impianti e attrezzature nuove alle opere murarie funzionali agli obiettivi ambientali, dai programmi informatici e brevetti al know-how tecnico, fino alla formazione del personale coinvolto nella transizione. Anche i costi di consulenza e le spese di esercizio legate ai percorsi formativi rientrano tra quelli riconosciuti.

Le agevolazioni sono erogate nella forma del contributo a fondo perduto, con intensità variabili a seconda del tipo di progetto, della localizzazione, delle dimensioni aziendali e degli obiettivi raggiunti. Per esempio, gli interventi sull’efficienza energetica partono dal 30% delle spese ammissibili, con maggiorazioni per piccole e medie imprese o per investimenti nelle aree svantaggiate, mentre i progetti sull’uso efficiente delle risorse prevedono un’intensità base del 40%. Sono previste percentuali specifiche anche per impianti di autoproduzione da rinnovabili, idrogeno o sistemi di stoccaggio.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia, che gestirà la procedura e pubblicherà la graduatoria entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello. Ciascuna impresa potrà presentare una sola richiesta per unità produttiva, indipendentemente dal numero di obiettivi ambientali perseguiti. L’ammissione alle agevolazioni avverrà sulla base di una valutazione a graduatoria, che premierà i progetti con i migliori punteggi ambientali e, in caso di parità, quelli che richiedono un contributo minore.

💼 Non accontentarti: rimani aggiornato e seguito come una grande impresa con il supporto professionale di #CapitalAdvisory

Scopri tutti i nostri servizi su www.capitaladvisory.net

✉️ Scrivi via mail a segreteria@capitaladvisory.net oppure chiamaci al numero +39 06 8088554.

Torna su