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Ravvedimento per omessa dichiarazione IVA 2025

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Il 29 luglio 2025 rappresenta il termine ultimo per trasmettere la dichiarazione IVA 2025 (relativa all’anno d’imposta 2024), qualora sia stata omessa alla scadenza ordinaria del 30 aprile 2025. Trascorso tale termine, la dichiarazione sarà considerata definitivamente omessa, anche se trasmessa successivamente; tuttavia, l’invio tardivo può comunque contribuire a ridurre l’importo delle sanzioni.

 

Ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del D.Lgs. 471/1997, se la dichiarazione omessa viene presentata con un ritardo superiore a 90 giorni, ma prima dell’avvio di qualsiasi attività di accertamento, si applica una sanzione ridotta pari al 75% dell’imposta dovuta e non versata.

 

Nell’ambito dell’attività di compliance, l’Agenzia delle Entrate individua le posizioni anomale sulla base dei dati disponibili, segnalando ai contribuenti – tramite specifiche comunicazioni – la possibilità di regolarizzare la propria posizione. Chi riceve una di queste lettere può:

  • presentare la dichiarazione omessa entro il 29 luglio;
  • oppure, se la dichiarazione è già stata trasmessa, inviare una dichiarazione integrativa e correggere eventuali errori o omissioni tramite ravvedimento operoso, usufruendo delle riduzioni sanzionatorie previste.

 

Le irregolarità legate alla presentazione della dichiarazione IVA sono oggi oggetto di controlli incrociati sempre più rigorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, grazie all’integrazione tra:

  • fatturazione elettronica,
  • corrispettivi telematici,
  • sistemi automatizzati di verifica e incrocio dei dati.

 

Con il Provvedimento del 3 luglio 2025, l’Agenzia ha esteso all’anno d’imposta 2024 le regole di cooperazione tra Fisco e contribuente in materia di adempimento spontaneo, previste dall’art. 1, commi 634–636, della Legge n. 190/2014. In particolare, il provvedimento definisce le modalità con cui vengono messe a disposizione – anche tramite strumenti informatici – le informazioni derivanti da:

  • fatture elettroniche emesse,
  • corrispettivi giornalieri trasmessi.

 

Tali dati segnalano possibili anomalie, tra cui:

mancata presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2024;

  • presentazione della dichiarazione priva del quadro VE, oppure con un ammontare di operazioni attive inferiore a 1.000 euro, a fronte di cessioni imponibili rilevanti;
  • presentazione della dichiarazione priva del quadro VJ, pur in presenza di fatture ricevute con applicazione del reverse charge.

 

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