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Venture Capital in Italia – Q1 2026: investimenti a €367 milioni, ma il numero di round tocca il minimo degli ultimi cinque anni

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Il mercato del venture capital in Italia apre il 2026 con un dato in chiaroscuro: nel primo trimestre dell’anno sono stati investiti €367 milioni in startup italiane, ma il numero di operazioni si è fermato a 53 round, il livello più basso registrato negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dal Venture Capital Report Italy Q1-26, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance, che analizza l’andamento degli investimenti in capitale di rischio in Italia e in Europa.

Il risultato più rilevante riguarda proprio il forte calo del numero di round rispetto al trimestre precedente. Nel Q4-25, infatti, il mercato italiano aveva registrato 122 operazioni per un totale di €886 milioni investiti, mentre nel Q1-26 il numero di round si è più che dimezzato. Nonostante questo rallentamento, l’ammontare complessivo investito resta su livelli significativi e sostanzialmente in linea con la media trimestrale degli ultimi due anni, grazie alla presenza di alcuni round di grandi dimensioni. Nel trimestre è stato registrato anche un mega round da €100 milioni, che ha contribuito in modo importante alla tenuta del capitale complessivo raccolto.

Il confronto con l’Europa evidenzia una differenza di scala e profondità tra il mercato italiano e quello continentale. A livello europeo, il primo trimestre 2026 ha registrato €22 miliardi investiti in 2.805 round, confermandosi stabile per numero di operazioni rispetto agli ultimi due anni e risultando il miglior trimestre dal Q2-22 per ammontare investito. In Europa, la crescita del capitale raccolto è stata sostenuta soprattutto dai mega round, in particolare nel settore dell’AI & Machine Learning, mentre in Italia il mercato appare più selettivo e concentrato su un numero limitato di operazioni rilevanti.

In questo scenario, il venture capital italiano mostra quindi una fase di maggiore prudenza: gli investitori sembrano privilegiare startup più mature, con modelli di business solidi e maggiore capacità di attrarre capitali significativi. La dinamica emerge anche dall’analisi per fase di investimento: le operazioni Series A e Series B+ rappresentano circa un terzo del numero totale di round, ma concentrano quasi il 90% dell’ammontare investito. In particolare, le Series A hanno raccolto €253 milioni, confermandosi il segmento più rilevante del trimestre. Al contrario, Pre-seed e Seed rappresentano il 58% dei round, ma solo l’8% del capitale investito, segnale di una maggiore selettività nelle fasi più iniziali.

Dal punto di vista settoriale, il Software si conferma il comparto più dinamico per numero di operazioni, con 13 round nel Q1-26, trainato soprattutto dalle verticali Artificial Intelligence & Machine Learning e Cybersecurity. Per ammontare investito, invece, il primo settore è il FinTech, con €106 milioni raccolti, seguito da Smart City con €86 milioni e Software con €70 milioni. Insieme, questi tre comparti rappresentano circa il 72% del capitale investito nel trimestre, confermando la concentrazione degli investimenti su settori ad alto potenziale tecnologico e scalabile.

L’intelligenza artificiale si conferma uno dei principali trend anche nel mercato italiano. Nel Q1-26, la verticale AI & Machine Learning ha guidato la classifica per numero di round, con 6 operazioni. Tuttavia, a differenza di quanto osservato a livello europeo, in Italia l’AI non ha ancora generato round di dimensioni particolarmente elevate. Questo suggerisce che l’ecosistema nazionale stia mostrando un crescente interesse verso l’intelligenza artificiale, ma si trovi ancora in una fase di consolidamento rispetto ai mercati europei più maturi.

Il trimestre ha registrato anche 6 exit, in linea con il Q4-25, confermando una certa continuità sul fronte delle operazioni di liquidità. Tra le acquisizioni segnalate dal report figurano operazioni nei settori Education & HR, Life Sciences, Software e Media. Sul fronte dei fondi, sono stati lanciati 2 nuovi fondi VC, per un totale di €85 milioni raccolti, lo stesso ammontare registrato nel trimestre precedente. Tra i nuovi veicoli indicati nel report ci sono Lumen II, nato dalla partnership tra Lumen Ventures e Ulixes Sgr, e Poli360 2 di 360 Capital Partners.

Guardando ai prossimi mesi, il venture capital in Italia continuerà probabilmente a essere influenzato da alcuni trend chiave: la crescita dell’intelligenza artificiale, la maggiore strutturazione dei round late-stage e il graduale sviluppo del venture debt. Quest’ultimo, ancora poco diffuso in Italia rispetto ad altri ecosistemi europei più maturi, potrebbe diventare uno strumento sempre più rilevante per le startup in fase di crescita che vogliono estendere la propria runway limitando la diluizione degli azionisti.

In conclusione, il Q1-26 conferma che il mercato del venture capital italiano sta attraversando una fase più selettiva: il numero di round cala in modo significativo rispetto al trimestre precedente, ma il capitale investito resta su livelli solidi. Il confronto con l’Europa mostra che l’Italia ha ancora margini di crescita in termini di volumi, profondità del mercato e presenza di mega round, ma conferma anche l’allineamento ad alcuni trend continentali, come il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, la centralità del Software e l’evoluzione degli strumenti di finanziamento per startup e scaleup.

Leggi il report completo: Venture Capital Report Italy Q1-26

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