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CPB 2026-2027: approvate le regole per la proposta di concordato preventivo biennale

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM MEF 11 maggio 2026 con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze approva la metodologia ufficiale per l’elaborazione delle proposte di concordato preventivo biennale (CPB) relative ai periodi d’imposta 2026 e 2027.

Il decreto, pubblicato nella GU n. 115 del 20 maggio 2026, definisce i criteri utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per formulare la proposta destinata ai contribuenti soggetti agli ISA.

Come viene elaborata la proposta CPB 2026-2027

La proposta di concordato viene costruita partendo principalmente dai dati dichiarati dal contribuente nel periodo d’imposta 2025.

La metodologia approvata dal MEF si basa su diversi elementi di valutazione:

  • analisi degli indicatori ISA di affidabilità e anomalia;
  • esame dei risultati economici degli ultimi tre anni;
  • confronto con i valori medi del settore economico di appartenenza;
  • valutazione delle redditività individuali e settoriali;
  • applicazione di proiezioni macroeconomiche relative agli anni 2026 e 2027.

Particolare rilievo assume l’utilizzo delle stime di crescita del PIL, che consentono all’Agenzia delle Entrate di rivalutare in chiave prospettica i redditi oggetto del concordato.

L’obiettivo dichiarato del decreto è quello di rendere la proposta coerente con l’evoluzione del contesto economico e con l’andamento dei mercati.

I contribuenti interessati

La metodologia approvata riguarda i contribuenti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, applicano gli ISA.

Le regole tecniche sono contenute nella nota metodologica allegata al decreto ministeriale, predisposta per specifiche attività economiche e costruita nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa sulla privacy e sulla tutela dei dati personali.

Quali redditi vengono concordati

Sulla base delle nuove regole, l’Agenzia individua:

  • il reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni;
  • il reddito d’impresa rilevante ai fini delle imposte sui redditi;
  • il valore della produzione netta ai fini IRAP.

Il concordato preventivo biennale determina quindi in anticipo i valori fiscali rilevanti per i due anni oggetto dell’accordo con il Fisco.

Eventi straordinari: previste riduzioni della proposta

Una delle novità più rilevanti del decreto riguarda la possibilità di ridurre i redditi concordati in presenza di eventi straordinari che abbiano inciso sull’attività economica del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate dovrà infatti tenere conto delle situazioni eccezionali comunicate dal contribuente prima dell’adesione al concordato.

Le riduzioni previste sono le seguenti:

  • riduzione del 10% in caso di sospensione dell’attività tra 30 e 60 giorni;
  • riduzione del 20% in caso di sospensione superiore a 60 giorni e fino a 120 giorni;
  • riduzione del 30% in caso di sospensione superiore a 120 giorni.

Quali sono gli eventi straordinari riconosciuti

Gli eventi che consentono la riduzione della proposta sono quelli riconducibili alle situazioni eccezionali previste dall’articolo 4 del decreto.

Tra questi rientrano:

  • eventi calamitosi;
  • eventi straordinari;
  • sospensione dell’attività d’impresa;
  • sospensione dell’attività di lavoro autonomo.

Le situazioni devono essersi verificate nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e comunque prima dell’adesione al concordato.

Attenzione alle cause di cessazione del concordato

Il decreto dedica inoltre particolare attenzione alle cause di cessazione del CPB, disciplinate dall’articolo 4.

Si tratta di aspetti particolarmente importanti perché il verificarsi di determinate condizioni può comportare la perdita degli effetti premiali del concordato e il venir meno dell’accordo con il Fisco.

Per i contribuenti interessati sarà quindi fondamentale verificare attentamente sia i requisiti di accesso sia le condizioni che possono determinare la cessazione del concordato durante il biennio.

Considerazioni finali

Con il DM MEF dell’11 maggio 2026 prende forma il nuovo impianto operativo del concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027.

Il sistema continua a fondarsi sugli ISA, ma introduce un approccio sempre più orientato all’analisi predittiva e all’utilizzo di variabili macroeconomiche.

Particolare attenzione viene riservata anche agli eventi straordinari, con meccanismi di riduzione che puntano a rendere la proposta più aderente alla reale situazione economica del contribuente.

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