Dal 4 novembre 2026, a partire dalle ore 12:00, sarà possibile presentare domanda per l’Incentivo…

Bando Brevetti+ 2026
Il Bando Brevetti+ 2026 rappresenta un’opportunità per le micro, piccole e medie imprese che intendono trasformare le proprie innovazioni tecnologiche in un vantaggio competitivo concreto, sostenendo il percorso che conduce da un’invenzione brevettata alla sua effettiva valorizzazione sul mercato. Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita da Invitalia, la misura mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 20 milioni di euro, destinata a favorire l’acquisizione di servizi specialistici necessari a incrementare la redditività dei brevetti, migliorare la produttività aziendale e ampliare le opportunità di sviluppo commerciale. L’obiettivo non è quindi soltanto tutelare un risultato innovativo, ma aiutare le imprese a sfruttarne appieno il potenziale economico, attraverso interventi mirati che accompagnino l’innovazione verso la produzione, la commercializzazione e il consolidamento sul mercato.
Possono accedere all’agevolazione le micro, piccole e medie imprese, titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 1° gennaio 2025. L’accesso è previsto anche per le imprese che abbiano depositato, successivamente al 1° gennaio 2024, una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale, purché il rapporto di ricerca presenti esito non negativo. Sono inoltre ammesse le imprese titolari di un brevetto europeo convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2025 o di un brevetto europeo con effetto unitario avente decorrenza dalla stessa data. Infine, possono presentare domanda le imprese che abbiano depositato, dopo il 1° gennaio 2024, una domanda di brevetto europeo o una domanda internazionale, rivendicando la priorità di una precedente domanda nazionale che non sia già stata ammessa alle agevolazioni delle precedenti edizioni di Brevetti+.
Il contributo è concesso a fondo perduto, nel rispetto dei limiti previsti dal regime de minimis, fino a un importo massimo di 140.000 euro. In via ordinaria, l’agevolazione può coprire fino all’80% dei costi ammissibili del progetto. La percentuale sale all’85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere e può arrivare al 100% in specifiche situazioni di collaborazione con il sistema pubblico della ricerca: in particolare, quando l’impresa è contitolare del brevetto o della domanda di brevetto insieme a un’università, a un ente pubblico di ricerca o a un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), oppure quando dispone di una licenza esclusiva, trascritta presso l’UIBM, relativa a un brevetto concesso a uno di tali enti pubblici, senza limitazioni territoriali. L’agevolazione non è cumulabile con altri aiuti di Stato sulle medesime spese, fatte salve le eccezioni espressamente previste dal bando, tra cui quelle relative alla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI per la parte non coperta e agli incentivi fiscali che non costituiscono aiuti di Stato, nei limiti consentiti.
Le risorse finanziano l’acquisto di servizi specialistici esterni, suddivisi in tre principali aree di intervento. La prima riguarda la progettazione, l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione del brevetto e comprende attività come gli studi di fattibilità, la progettazione produttiva, la realizzazione di prototipi e prove di concetto, lo sviluppo del firmware per macchinari a controllo numerico destinati alla produzione, la definizione dell’architettura software strettamente collegata al brevetto, i test di produzione e le certificazioni di prodotto o di processo pertinenti. In questo ambito possono rientrare anche servizi forniti da università, IRCCS ed enti pubblici di ricerca, secondo le condizioni stabilite dal bando. L’architettura software può essere ammessa quando direttamente funzionale alla soluzione brevettata, mentre la semplice attività di scrittura del codice non è compresa tra i servizi finanziabili.
La seconda area comprende i servizi di organizzazione e sviluppo, finalizzati a migliorare i processi aziendali e a creare nuove opportunità commerciali. Sono inclusi, ad esempio, gli interventi per organizzare i processi produttivi, analizzare nuovi mercati geografici o settoriali e individuare strategie di comunicazione, promozione e distribuzione più efficaci. La terza area è dedicata alla tutela della proprietà industriale e comprende servizi come la predisposizione di accordi di riservatezza e di contratti di licenza del brevetto. Il progetto non può essere costituito da una sola tipologia di servizio: deve prevedere almeno un servizio appartenente all’area della progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione. Inoltre, le spese relative alle attività di organizzazione e sviluppo e a quelle di tutela della proprietà industriale, considerate complessivamente, non possono superare il 20% del costo totale del piano.
Per essere ammissibili, le prestazioni devono essere pertinenti al brevetto e funzionali alla sua valorizzazione economica. I fornitori devono possedere competenze adeguate rispetto alle attività proposte e non devono sussistere rapporti o condizioni di incompatibilità con l’impresa beneficiaria. Sono pertanto previste esclusioni per determinate categorie di soggetti, tra cui amministratori, soci e dipendenti dell’impresa beneficiaria, loro stretti familiari, imprese collegate secondo le condizioni indicate dal bando, contitolari del brevetto, soggetti privi di partita IVA e il licenziante del brevetto. Anche i preventivi devono descrivere in modo chiaro le attività da svolgere, i servizi offerti e le giornate di lavoro previste, così da consentire una valutazione della congruità dei costi e della coerenza del progetto.
Particolare attenzione deve essere riservata alla documentazione e alla gestione delle spese. Non sono ammissibili fatture emesse, anche solo parzialmente, prima della data di presentazione della domanda. I pagamenti devono essere effettuati mediante bonifico bancario e la causale deve consentire di ricondurre chiaramente il versamento alla fattura di riferimento. Ogni giustificativo di spesa deve inoltre riportare il Codice unico di progetto (CUP), assegnato al momento della presentazione della domanda. Il rispetto di queste condizioni è essenziale per garantire la tracciabilità dei costi e la corretta rendicontazione delle attività finanziate.
La domanda deve essere compilata e trasmessa esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, accedendo con un’identità digitale SPID, CNS o CIE. Per completare la procedura sono necessari anche la firma digitale del legale rappresentante e un indirizzo di posta elettronica certificata. Alla richiesta devono essere allegati il piano imprenditoriale, la descrizione del brevetto e del suo stato giuridico, gli obiettivi di valorizzazione, il programma dei servizi specialistici e i risultati attesi. Occorre inoltre presentare le dichiarazioni richieste in merito ai requisiti dell’impresa, alla dimensione aziendale, al regime de minimis, alla regolarità contributiva, all’assenza di rapporti incompatibili con i fornitori e al rispetto delle condizioni previste per l’accesso all’agevolazione. Completano la documentazione i preventivi dettagliati dei fornitori, gli elementi relativi alla titolarità o alla licenza del brevetto, la documentazione sul pagamento delle eventuali tasse di mantenimento e la dichiarazione riguardante la copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali. La certificazione della parità di genere deve essere documentata qualora l’impresa intenda beneficiare della percentuale di contributo maggiorata.
La valutazione delle domande avviene secondo una procedura a sportello, sulla base dell’ordine cronologico di presentazione, e non attraverso una graduatoria comparativa. Dopo la verifica formale dei requisiti e della documentazione, il progetto viene esaminato nel merito, considerando la credibilità della strategia di valorizzazione del brevetto, la coerenza e la funzionalità dei servizi proposti, l’adeguatezza dei fornitori e la congruità dei costi. È previsto anche un colloquio con gli esperti di Invitalia. L’esito della valutazione è comunicato entro i termini previsti dal decreto, indicati in 180 giorni.
Una volta ammesso al finanziamento, il progetto deve essere completato entro 18 mesi dalla data di ricezione dell’atto di concessione controfirmato. Il bando prevede modalità di erogazione articolate, che possono comprendere un’anticipazione fino al 30% del contributo, subordinata alla presentazione della garanzia richiesta e da domandare entro tre mesi, un’erogazione intermedia collegata allo stato di avanzamento del progetto e il saldo finale. La richiesta intermedia deve essere supportata dalla documentazione relativa alle attività realizzate e alle spese sostenute; il saldo va richiesto entro 45 giorni dal completamento del piano, nel rispetto dei termini previsti per il pagamento e la rendicontazione delle fatture. Per la prima erogazione è inoltre richiesta la registrazione alla piattaforma Knowledge Share. Le richieste complete sono liquidate da Invitalia entro i tempi previsti, previa verifica della documentazione e delle condizioni stabilite.
Per l’annualità 2026, la presentazione delle domande è prevista a partire dalle ore 12:00 del 25 novembre. Nella prima giornata lo sportello resterà aperto fino alle ore 18:00; qualora siano ancora disponibili risorse, sarà possibile presentare ulteriori domande nei successivi giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, fino all’esaurimento della dotazione finanziaria. Una quota pari al 5% delle risorse è riservata alle imprese in possesso del rating di legalità; qualora tale quota non venga utilizzata entro i termini stabiliti, le risorse residue tornano a disposizione della misura generale.
Considerata la procedura a sportello e la possibilità che le risorse si esauriscano rapidamente, è opportuno che le imprese interessate inizino per tempo a verificare i requisiti di ammissibilità, lo stato del proprio brevetto e la coerenza del progetto con gli obiettivi della misura. La preparazione anticipata del piano di valorizzazione, la selezione di fornitori qualificati e la predisposizione completa dei documenti possono contribuire a ridurre il rischio di errori nella presentazione.
