Il fundraising è una leva strategica per la sostenibilità degli ETS, una delle colonne portanti…

Earth Overshoot Day 2025: il pianeta è in rosso
Ogni anno, il Earth Overshoot Day segna un passaggio simbolico ma profondamente concreto: è il momento in cui l’umanità ha ufficialmente consumato tutte le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno. A partire da quel giorno, viviamo “a credito ecologico”, attingendo a risorse che dovrebbero appartenere al futuro.
Nel 2025, si è verificato il 24 luglio a livello globale. È un segnale allarmante, che conferma una traiettoria di sfruttamento ambientale ormai insostenibile. Ma se si guarda più da vicino alla situazione dei singoli Paesi, emergono differenze ancora più drammatiche. L’Italia, ad esempio, ha raggiunto il proprio Overshoot Day già il 6 maggio 2025, ben due mesi e mezzo prima della media mondiale.
Impronta ecologica e biocapacità: il bilancio in negativo dell’Italia
Il quadro italiano, come evidenziato anche nel grafico sottostante, riflette un deficit ecologico strutturale. A fronte di una biocapacità disponibile per persona pari a 0,9 ettari globali (gha), il nostro Paese registra un’impronta ecologica per persona di 4,4 gha. Il risultato è un saldo negativo di –3,5 gha pro capite: significa che consumiamo quasi cinque volte le risorse naturali che i nostri ecosistemi sono in grado di rigenerare ogni anno.
Nel concreto, ciò implica che per mantenere lo stile di vita medio italiano, l’umanità avrebbe bisogno di quasi 3 pianeti Terra. Si tratta di un paradosso evidente, che sottolinea come il nostro modello economico e sociale sia ormai scollegato dai limiti fisici del pianeta.
Una tendenza in peggioramento
Non solo l’Italia è in deficit ecologico: la sua situazione è anche in rapido peggioramento. Nel 2024, l’Overshoot Day nazionale era caduto il 19 maggio; nel 2025, è stato anticipato di 13 giorni. Secondo le analisi del Global Footprint Network, questa variazione è attribuibile in parte a un aggiornamento dei dati statistici, ma anche a un effettivo aumento della pressione sulle risorse.
A livello globale, la tendenza è simile: negli ultimi 50 anni, l’impronta ecologica dell’umanità è raddoppiata, mentre la biocapacità disponibile per persona è diminuita del 29%. Stiamo consumando l’equivalente di 1,8 Terre all’anno, accumulando un debito ecologico che corrisponde a 22 anni di rigenerazione naturale.
Le cause strutturali: un sistema ad alta intensità ecologica
Il sovrasfruttamento delle risorse non è casuale, ma deriva da un modello produttivo e di consumo fortemente sbilanciato. Le principali cause includono:
- L’eccessivo uso di fonti fossili, responsabile di elevate emissioni di CO₂;
- La mobilità privata motorizzata, ancora dominante nelle aree urbane;
- La produzione alimentare intensiva, che impatta su suolo, acqua e biodiversità;
- L’elevato livello di spreco alimentare e la bassa efficienza nella gestione dei rifiuti;
- Un’urbanizzazione disordinata che consuma suolo fertile e frammenta gli ecosistemi.
Nel caso italiano, a ciò si aggiungono ritardi cronici nella transizione energetica, nella mobilità sostenibile e nella riconversione dei modelli agricoli. Tutto ciò rende più difficile rallentare – o invertire – il trend.
Posticipare l’Overshoot Day: è possibile?
Sebbene i numeri siano scoraggianti, ci sono margini di miglioramento reali e concreti. Il Global Footprint Network ha dimostrato che alcune azioni mirate potrebbero contribuire in modo significativo:
- Dimezzare le emissioni di CO₂ permetterebbe di spostare la data globale di ben 89 giorni;
- Ridurre del 50% lo spreco alimentare guadagnerebbe 11 giorni;
- Tagliare del 50% gli spostamenti in auto nelle città aggiungerebbe 10 giorni all’anno.
Anche a livello nazionale è possibile fare molto. L’Italia potrebbe trarre enormi benefici da politiche più incisive su:
- Riqualificazione energetica degli edifici, con incentivi mirati e duraturi;
- Potenziare la mobilità pubblica e dolce, per ridurre la dipendenza dall’auto privata;
- Promuovere l’agricoltura rigenerativa, riducendo l’uso di fertilizzanti e pesticidi;
- Ridurre gli sprechi nella filiera alimentare, dal campo alla tavola;
- Investire nelle energie rinnovabili, accelerando la dismissione dei combustibili fossili.
Secondo il WWF, posticipare l’Overshoot Day di appena 5 giorni all’anno consentirebbe di raggiungere un equilibrio entro il 2050. Non si tratta dunque di rivoluzioni impossibili, ma di scelte strategiche e progressive.
L’Overshoot Day non è solo una data simbolica: è il riflesso di una realtà concreta e insostenibile. L’Italia si trova in una condizione critica, aggravata da modelli di consumo intensivi e da una governance ambientale ancora troppo lenta. Tuttavia, la possibilità di invertire la rotta esiste, e richiede una visione sistemica, una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, e soprattutto decisioni politiche coraggiose e coerenti.
