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ENTI TERZO SETTORE: È ORA DI FARE UN BILANCIO PROVVISORIO

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3. ENTI TERZO SETTORE: È ORA DI FARE UN BILANCIO PROVVISORIO

Come noto il #bilancio d’esercizio è uno degli strumenti chiave nella gestione finanziaria di qualsiasi organizzazione.  

Questo vale anche per gli #ETS e tutto il #NOPROFIT in generale.  

Purtroppo per molte organizzazioni viene considerato solo come un obbligo, “Si deve fare” ed il processo che deve portare all’approvazione dell’assemblea dei soci o relativo organo statutario preposto alla sua approvazione, è visto come una perdita di tempo. 

Invece è una delle chiavi che permette all’ente di crescere consapevolmente e non precipitare in crisi non solo finanziarie e di essere veramente #Sostenibile. 

Attenzione non si parla solo dell’approvazione di un consuntivo di solito ad aprile. Serve una corretta #Pianificazione e #Controllo cioè un #ControllodiGestione che non necessariamente deve essere complicato e complesso ma che è fondamentale anche per le piccole e medie organizzazioni. 

Per una corretta, partecipata e trasparente gestione, serve un processo che prevede il coinvolgimento di tutta la governance e dei diversi portatori di interesse accompagnati dalle giuste competenze.  

Il perché sia fondamentale sta prima di tutto nella capacità o meno di governare la propria mission e monitorare gli obiettivi valutando anche i rischi per essere preparati agli imprevisti e ottimizzare i successi ma anche nell’influenza che ha sull’ottenere finanziamenti, partecipare a bandi e ottenere fiducia dai diversi #donatori e partner, sia corporate che individui 

Ma cosa deve prevedere questo processo? I punti principali e competenze sono: 

  • Farsi accompagnare in modo continuativo e strutturato da professionalità e competenze che aderiscano alla Missione dell’organizzazione, sia nei ruoli sociali come i #Revisori o #OrganodiControllo sia in quelli contabili, fiscali e gestionali. 
  • Dotarsi di uno strumento adeguato e correttamente dimensionato per il controllo di gestione e monitoraggio (spesso gratuiti o a costi molto bassi per gli ETS) che non si confonda con quello di contabilità che usa il “commercialista” anche se alcuni stanno innovando con soluzioni integrate che permettono una gestione più semplice e precisa per gli Enti. 
  • Prevedere momenti di verifica e condivisione durante l’anno, più frequenti per la direzione e middle management, per la Governance e infine per l’Assemblea compreso un momento di bilancio provvisorio a fine anno in cui si condividono gli obiettivi futuri a breve e medio termine che al successivo consuntivo permettano una verifica con eventuali modifiche che si sono dovute attuare. 
  • Dotarsi di un percorso di sostenibilità che attraverso l’analisi e la misura permetta una precisa Relazione di Missione e #BilancioSociale che se fatti correttamente (non come meri opuscoli pubblicitari) diventano potenti strumenti di #comunicazione e #fundraising. 

 

Spesso si obietta che tutto questo costa, invece si deve parlare di investimenti. La misura dell’impatto di un progetto, di un’organizzazione, di un’impresa per il Bene, è la cifra degli investimenti in persone (volontari e professionisti), infrastrutture, tempo e cuore. Immaginiamo di togliere uno solo di questi pilastri e tutto precipita appena si perde l’equilibrio per un qualsiasi imprevisto o peso aggiunto.  

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