Sapere da chi si acquista potrebbe non essere più sufficiente. Per molte imprese europee diventerà…

PACKAGING SOSTENIBILE: LE NUOVE REGOLE EUROPEE CHE CAMBIANO IL MODO DI PRODURRE E CONSUMARE
Il packaging è diventato uno dei terreni più concreti su cui l’Europa sta costruendo la transizione verso un’economia circolare. Non si tratta più soltanto di ridurre la plastica o scegliere materiali percepiti come più sostenibili: il nuovo quadro europeo interviene sull’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione alla produzione, fino al riutilizzo e alla gestione del fine vita.
Dal 12 agosto 2026 è infatti applicabile il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il Regolamento (UE) 2025/40, che introduce regole comuni per gli imballaggi immessi sul mercato dell’Unione. Il campo di applicazione è particolarmente ampio e interessa tutti gli imballaggi e i relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale utilizzato e dal settore di provenienza.
Uno degli elementi più significativi della nuova disciplina riguarda proprio il modo in cui viene concepito l’imballaggio. L’attenzione non si concentra più soltanto sul momento in cui questo diventa un rifiuto, ma si sposta a monte, a partire dalla sua progettazione. Entro il 2030 gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno essere riciclabili, mentre per quelli in plastica sono previsti livelli minimi di contenuto riciclato, destinati ad aumentare progressivamente nel tempo. A queste misure si affiancano obiettivi di riutilizzo e refill e disposizioni volte a limitare il ricorso a confezioni non necessarie.
Anche le dimensioni del packaging entrano nell’equazione. Dal 2030, per alcune tipologie di imballaggio, compresi quelli utilizzati nell’e-commerce, lo spazio vuoto non potrà superare il 50%. Una misura che punta a contrastare le confezioni sovradimensionate rispetto ai prodotti che contengono, riducendo non solo la quantità di materiale utilizzato, ma anche le inefficienze legate al trasporto.
La trasformazione riguarderà anche le informazioni messe a disposizione dei consumatori. È prevista l’introduzione di un sistema armonizzato di etichettatura, pensato per rendere più semplice riconoscere la composizione degli imballaggi e favorirne il corretto conferimento. Per le aziende che operano in più Paesi europei, una maggiore armonizzazione potrà inoltre ridurre parte della complessità derivante dalla presenza di sistemi e indicazioni differenti tra i diversi mercati.
Alcune novità sono già entrate nella fase applicativa. Tra queste rientrano le restrizioni relative ai PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, sostanze utilizzate, ad esempio, per conferire resistenza ad acqua e grassi ad alcune confezioni e sulle quali l’Unione europea sta progressivamente rafforzando i limiti.
Il Regolamento interviene anche su alcune abitudini ormai consolidate. Nei prossimi anni saranno limitati diversi formati di plastica monouso considerati non necessari o facilmente sostituibili, mentre verranno progressivamente rafforzate soluzioni basate sul riutilizzo, sul refill e sui sistemi di deposito cauzionale. Una trasformazione rilevante se si considera che, secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2023 nell’UE sono stati generati circa 79,7 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, pari a 177,8 kg per abitante, mentre il packaging continua a rappresentare uno dei principali utilizzi della plastica nell’Unione.
Per le imprese, tuttavia, adeguarsi al PPWR non significherà semplicemente sostituire un materiale con un altro. Ripensare un imballaggio può avere conseguenze sulla scelta dei fornitori, sull’approvvigionamento delle materie prime, sui processi produttivi, sulla logistica e sulle modalità con cui un prodotto viene distribuito e gestito a fine vita.
Le diverse scadenze previste dal Regolamento consentono un adattamento progressivo, ma molte delle decisioni necessarie richiedono interventi che difficilmente possono essere affrontati all’ultimo momento. La revisione del packaging può coinvolgere più funzioni aziendali e trasformarsi in un’occasione per analizzare l’efficienza complessiva dei processi, individuando soluzioni capaci di ridurre contemporaneamente materiali, sprechi e costi logistici.
La nuova disciplina europea può quindi essere letta anche oltre la semplice compliance. Progettare confezioni più efficienti, aumentare l’impiego di materiali riciclati e sviluppare soluzioni riutilizzabili significa intervenire sul modo stesso in cui prodotti e risorse vengono pensati e gestiti.
Il packaging diventa così un esempio concreto di come la sostenibilità stia entrando sempre più direttamente nelle decisioni operative delle aziende. La domanda non è più soltanto come gestire meglio ciò che diventa rifiuto, ma quanto di ciò che utilizziamo oggi sia realmente necessario produrre.
