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UNI/PDR 180:2026 E VALUTAZIONE DI IMPATTO DI GENERE
La UNI/PdR 180:2026, recante il titolo “Valutazione di impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento ex-ante ed ex-post”, si configura come una Prassi di Riferimento predisposta da UNI – Ente Italiano di Normazione con l’intento di mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione un quadro metodologico e operativo per considerare, in modo ordinato e documentabile, la dimensione di genere nelle scelte pubbliche. La Prassi si colloca, pertanto, nell’ambito degli strumenti rivolti a migliorare la qualità dei processi decisionali e a rafforzare la capacità delle amministrazioni di valutare e rendicontare gli effetti delle politiche e degli investimenti sotto il profilo dell’equità.
Un elemento qualificante del documento è l’attenzione alla programmazione economica e ai meccanismi di rendicontazione, con un esplicito raccordo alle attività connesse al bilancio di genere. In questo senso, la UNI/PdR 180:2026 si propone di sostenere le amministrazioni nell’adozione di procedure che rendano più chiaro e misurabile il rapporto tra obiettivi dichiarati, risorse impiegate e risultati prodotti, con riferimento agli impatti su donne e uomini. La prospettiva è quella di un approccio che favorisca trasparenza, comparabilità e verificabilità delle analisi, evitando valutazioni generiche o meramente descrittive.
Al centro vi è la Valutazione di Impatto di Genere (VIG/VIGe), descritta come un processo strutturato e misurabile, fondato sull’impiego di indicatori prestazionali (KPI), con l’obiettivo di promuovere un linguaggio comune e una base informativa idonea al confronto nel tempo e tra interventi differenti.
La UNI/PdR 180:2026 prevede l’applicazione della valutazione lungo due momenti distinti e complementari. Da un lato, la valutazione ex ante, collocata prima dell’attuazione della misura legislativa o del programma di investimento, è finalizzata a supportare la definizione e l’impostazione dell’intervento, orientando la progettazione verso obiettivi espliciti e verso modalità di attuazione più consapevoli rispetto agli effetti potenziali. Dall’altro lato, la valutazione ex post è destinata a esaminare gli esiti dopo la realizzazione, consentendo di rilevare i risultati effettivamente conseguiti e di verificare la corrispondenza tra le finalità attese e gli effetti prodotti. Nel loro insieme, i due momenti concorrono a costruire un ciclo valutativo completo, che consente non solo di programmare, ma anche di monitorare e rendicontare in modo più chiaro l’impatto generato.
La Prassi, inoltre, identifica ambiti di analisi ritenuti prioritari. In particolare, l’attenzione viene posta sugli effetti delle politiche rispetto alla crescita dell’occupazione femminile e rispetto all’incremento di affidamenti e opportunità economiche a favore di imprese che adottano pratiche orientate alla parità di genere. Tali ambiti, come delineati, indirizzano l’utilizzo della valutazione verso aspetti concreti dell’azione pubblica, nei quali le scelte di spesa e di investimento possono incidere in modo significativo sulla distribuzione di opportunità e risultati tra donne e uomini.
Sotto il profilo della destinazione d’uso, la Prassi è espressamente rivolta alla PA, alla quale fornisce raccomandazioni e requisiti per impostare e adottare il sistema di indicatori prestazionali connessi alla valutazione di impatto di genere, sia in fase preventiva sia in fase consuntiva.
La UNI/PdR 180:2026 viene presentata come parte di un più ampio insieme di strumenti dedicati alle politiche di parità di genere, affiancandosi ad altri riferimenti citati (quali UNI/PdR 125, UNI EN ISO 53800 e UNI ISO 30415). In tal modo, contribuisce ad ampliare il catalogo delle soluzioni disponibili per supportare non solo le amministrazioni, ma anche il sistema organizzativo e sociale nel perseguimento di un contesto più equo.
In sintesi, introduce un riferimento tecnico che punta a rendere più robusta e tracciabile la valutazione degli effetti di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento. L’adozione di un processo basato su KPI, l’articolazione ex ante ed ex post e l’individuazione di ambiti prioritari di analisi concorrono a promuovere un approccio in cui la parità di genere diviene parte integrante della programmazione, della valutazione e della rendicontazione pubblica.
