La filiera della moda italiana si prepara a una nuova fase di sostegno agli investimenti…

Incentivo per la filiera del libro: contributi fino a 75.000 euro
Dal 4 novembre 2026, a partire dalle ore 12:00, sarà possibile presentare domanda per l’Incentivo per la filiera del libro, la misura promossa dal Centro per il libro e la lettura, finanziata dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia, con una dotazione complessiva di 7.406.027,75 euro. L’intervento nasce con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese e degli operatori che operano nel settore dell’editoria e della produzione, distribuzione e commercializzazione del libro, favorendo processi di innovazione, digitalizzazione, ammodernamento e sviluppo.
La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese, comprese ditte individuali, società di persone e di capitali, società cooperative e imprese sociali, costituite e attive da almeno due anni, nonché agli Enti del Terzo Settore, associazioni e fondazioni che svolgono attività economica in forma imprenditoriale e che risultano iscritti, o in corso di iscrizione, al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). I soggetti interessati devono operare da almeno due anni nella filiera dell’editoria e della produzione del libro e svolgere in via prevalente una delle attività economiche individuate dall’Avviso sulla base della classificazione ATECO 2025.
L’agevolazione è destinata a sostenere programmi di investimento finalizzati all’ampliamento, alla riqualificazione e al rafforzamento competitivo delle attività esistenti. In particolare, possono essere finanziati interventi di digitalizzazione dei processi aziendali, innovazione tecnologica e organizzativa, ampliamento e modernizzazione delle strutture produttive, miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi editoriali, diversificazione dell’offerta e sviluppo della capacità produttiva e distributiva. La misura mira inoltre a favorire la crescita sostenibile della filiera, la creazione di nuove opportunità occupazionali e la valorizzazione della lettura, prestando attenzione anche agli aspetti di inclusione, accessibilità, partecipazione culturale e sviluppo delle comunità locali.
I progetti devono avere un valore massimo di 100.000 euro, al netto dell’IVA quando questa non rappresenta un costo per il beneficiario, devono essere realizzati presso un’unità locale situata sul territorio nazionale e devono essere avviati esclusivamente dopo la presentazione della domanda. La durata massima prevista per la realizzazione dell’intervento è di 18 mesi dalla sottoscrizione del provvedimento di concessione e non sono previste proroghe. I programmi devono inoltre rispettare il principio DNSH – Do No Significant Harm, previsto dalla normativa europea in materia di sostenibilità ambientale.
Tra le attività ammesse rientrano, a titolo esemplificativo, l’edizione di libri, le attività di stampa e le lavorazioni preliminari alla stampa, la legatoria e i servizi connessi, il commercio al dettaglio e all’ingrosso di libri. Sono invece escluse le attività relative alla produzione e pubblicazione di quotidiani, riviste e periodici, così come quelle riguardanti videogiochi, software, editoria cinematografica ed editoria musicale. La misura non prevede inoltre la possibilità di presentare progetti in forma aggregata con altri soggetti.
Per quanto riguarda le spese, l’incentivo finanzia l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, oltre a beni immateriali ad utilità pluriennale come programmi informatici, brevetti, licenze, marchi, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche funzionali alla realizzazione del progetto. Sono ammesse anche le opere murarie, purché strettamente funzionali all’intervento e nel limite del 20% delle spese di investimento ammissibili.
È inoltre possibile destinare una quota del progetto al capitale circolante, entro il limite del 20% delle spese di investimento ammissibili. In questa categoria rientrano le spese per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, i costi per servizi, il godimento di beni di terzi e le spese relative al personale dipendente. Possono essere comprese anche alcune spese pubblicitarie e promozionali, come volantini, brochure e cartellonistica, purché siano direttamente collegate al progetto, contabilizzate come costi di esercizio e non configurino investimenti di natura pluriennale.
L’agevolazione viene riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 75.000 euro per ciascun beneficiario. Questo significa che, anche in presenza di un progetto del valore massimo di 100.000 euro, il contributo non potrà superare i 75.000 euro e la parte restante dovrà essere coperta dal beneficiario attraverso risorse proprie o finanziamenti esterni. Il contributo è concesso nel rispetto della disciplina europea degli aiuti de minimis e, pertanto, nella fase di presentazione della domanda sarà necessario tenere conto degli eventuali aiuti già ricevuti nell’ambito di tale regime.
Le agevolazioni possono essere cumulate con altri incentivi pubblici, nei limiti consentiti dalla normativa applicabile, a condizione che non si verifichi un doppio finanziamento delle medesime spese. Tutti i costi devono inoltre essere adeguatamente documentati e sostenuti con modalità di pagamento tracciabili.
Il contributo non viene assegnato automaticamente sulla base del solo possesso dei requisiti. Dopo una prima verifica formale della documentazione e dei requisiti di accesso, Invitalia procede alla valutazione di merito del progetto, prendendo in considerazione le competenze del proponente e la capacità di generare nuova occupazione, le caratteristiche del mercato e le strategie individuate, il livello di innovazione e l’impatto sulla filiera, nonché la sostenibilità finanziaria dell’iniziativa. Il punteggio massimo è pari a 24 punti e, per poter accedere alle agevolazioni, è necessario raggiungere almeno 12 punti, oltre alle soglie minime previste per le singole aree di valutazione. Tra gli elementi che possono essere valorizzati rientrano, in particolare, l’inserimento di nuovo personale, l’innovazione di prodotto o di processo, l’impatto sulla promozione della lettura e la valorizzazione dei processi di stampa su carta.
Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e valutazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. La presentazione sarà possibile esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del 4 novembre 2026.
Alla domanda dovranno essere allegati il piano dell’iniziativa, le dichiarazioni relative al possesso dei requisiti e agli aiuti de minimis ricevuti, la documentazione relativa alla dimensione dell’impresa, le informazioni sul titolare effettivo e sugli adempimenti antiriciclaggio, le dichiarazioni relative al rispetto del principio DNSH e della normativa ambientale, nonché i bilanci, le situazioni contabili o le dichiarazioni dei redditi richieste dall’Avviso. Dovrà inoltre essere predisposto il dettaglio delle spese di investimento. Il piano d’impresa dovrà illustrare l’attività proposta, gli interventi previsti, gli aspetti tecnici, produttivi e organizzativi, la sostenibilità economica e finanziaria del progetto e gli effetti attesi in termini di sviluppo, innovazione, occupazione e valorizzazione della filiera del libro.
Una volta conclusa positivamente l’istruttoria, Invitalia trasmetterà al beneficiario il provvedimento di concessione tramite PEC, che dovrà essere formalmente accettato e restituito entro 10 giorni dalla comunicazione di ammissione. Le spese potranno essere sostenute a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda e il progetto dovrà essere completato e rendicontato entro 18 mesi dalla sottoscrizione del provvedimento. L’erogazione del contributo potrà avvenire attraverso un massimo di due SAL – Stati di Avanzamento Lavori, fatta salva la possibilità di richiedere una delle anticipazioni previste dall’Avviso.
È possibile richiedere, entro 60 giorni dalla sottoscrizione del provvedimento di concessione, un’anticipazione fino al 40% dell’agevolazione complessivamente concessa, previa presentazione di fideiussione o polizza fideiussoria, oppure un’anticipazione fino al 40% della quota di contributo relativa alle sole spese di capitale circolante, secondo le condizioni stabilite dall’Avviso. Le somme anticipate vengono successivamente recuperate attraverso i contributi maturati nei singoli SAL.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla tracciabilità delle spese. I titoli di spesa e i relativi pagamenti devono consentire di ricondurre chiaramente ogni costo al progetto finanziato e devono rispettare le modalità previste dall’Avviso. Quando disponibile, il CUP – Codice Unico di Progetto dovrà essere riportato sui documenti di spesa; per le spese sostenute prima della comunicazione del CUP dovranno essere indicati il numero di protocollo della domanda e il riferimento alla misura. Anche la scelta dei fornitori deve essere effettuata nel rispetto delle condizioni previste dal bando: i fornitori devono essere abilitati alla prestazione o alla vendita dei beni oggetto dell’intervento e non devono sussistere rapporti di controllo o collegamento societario con il beneficiario nei casi vietati dall’Avviso.
Per alcune tipologie di beni immateriali ad utilità pluriennale può inoltre essere richiesta una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato, finalizzata a descrivere le caratteristiche del bene, quantificarne il valore e attestare la congruità del prezzo. Tale adempimento riguarda, in particolare, beni immateriali non acquistabili attraverso normali listini commerciali; non è invece richiesta, ad esempio, per software commerciali standard non personalizzati.
Infine, una volta concluso il progetto, i beni oggetto di agevolazione devono essere mantenuti e destinati all’attività finanziata secondo quanto previsto dall’Avviso. In particolare, per almeno tre anni dalla data di ultimazione del progetto, non potranno essere alienati, ceduti o destinati a un uso diverso da quello previsto senza l’autorizzazione di Invitalia. Sono inoltre previsti specifici obblighi relativi alla prosecuzione dell’attività e alla destinazione dei beni finanziati; il mancato rispetto degli obblighi può comportare la revoca del contributo.
L’Incentivo per la filiera del libro rappresenta quindi uno strumento rivolto agli operatori del settore che intendono investire nel rafforzamento della propria attività, nella digitalizzazione, nell’innovazione dei processi, nella diversificazione dell’offerta e nello sviluppo della capacità produttiva e commerciale. Considerata la dotazione finanziaria disponibile e la modalità di accesso, è opportuno verificare per tempo i requisiti di partecipazione, individuare gli investimenti da realizzare e predisporre con attenzione il piano d’impresa e la documentazione necessaria alla presentazione della domanda.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 4 novembre 2026, esclusivamente tramite la piattaforma Invitalia e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
