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5×1000: scadenze, requisiti di iscrizione e come massimizzare la raccolta
Settembre segna un passaggio decisivo per il 5×1000: si chiude la finestra di regolarizzazione tardiva per gli enti non ancora accreditati e si apre, allo stesso tempo, il momento per impostare la comunicazione in vista della prossima campagna dichiarativa.
Il 5×1000 non è un adempimento occasionale, ma un ciclo che richiede accreditamento in regola, dati RUNTS aggiornati e una strategia di comunicazione continuativa.
Per gli Enti del Terzo Settore già presenti nell’elenco permanente, l’accreditamento 2026 resta valido senza necessità di ripresentare domanda. Per gli enti non ancora accreditati, la finestra ordinaria era fissata al 10 aprile 2026, con possibilità di regolarizzazione tardiva fino al 30 settembre 2026.
Analisi normativa:
- Art. 3, comma 2, D.P.C.M. 23 luglio 2020: fissa il termine ordinario di accreditamento al 5×1000 e la procedura di remissione in bonis tramite F24 Elide (codice tributo 8115, importo 250 euro).
- Art. 5, D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore): definisce i requisiti sostanziali — assenza di scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale — che l’ente deve mantenere per restare accreditato.
- Art. 8, D.P.C.M. 23 luglio 2020: disciplina l’elenco permanente degli enti accreditati e le condizioni di conferma automatica anno su anno.
Implicazioni operative
- Verificare su RUNTS lo stato di iscrizione e la correttezza dell’IBAN collegato all’accreditamento.
- Per le ex Onlus: completare la migrazione al RUNTS, condizione ormai necessaria dopo la soppressione dell’Anagrafe unica al 1° gennaio 2026.
- Predisporre per tempo il rendiconto (Modello A, con eventuale Modello B), obbligatorio con adempimenti più stringenti oltre i 20.000 euro di contributo.
Criticità & Best practice
- Mancato accreditamento entro il 30 settembre → esclusione totale dal riparto 2026, anche in presenza di scelte espresse dai contribuenti.
- Comunicazione del codice fiscale limitata ai soli mesi della dichiarazione → raccolta sistematicamente sotto il potenziale reale dell’ente.
- Presidiare tutto l’anno canali digitali e cartacei con il codice fiscale sempre visibile, e programmare promemoria mirati in corrispondenza di CU, 730 e Modello Redditi.
Gestire il 5×1000 in modo efficace significa integrare compliance normativa e strategia di comunicazione: un accreditamento formalmente corretto, senza una raccolta attiva delle preferenze, produce risultati ben al di sotto del potenziale dell’ente.
La vera differenza, per un ente di piccole o medie dimensioni, non sta nel conoscere le regole del 5×1000, ma nel saperle presidiare con continuità durante tutto l’anno.
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