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Startup e PMI innovative nel 2026: incentivi fiscali tra conferme e vuoti normativi

Il 2026 segna un punto di discontinuità nel sistema degli incentivi fiscali per chi investe in startup e PMI innovative. Non si tratta semplicemente di una riduzione delle agevolazioni, ma di una vera e propria riconfigurazione del quadro normativo, con effetti concreti sulle decisioni di investimento.

Negli ultimi anni (fino al 2025), il sistema si è basato su due strumenti principali:

  • Detrazione/deduzione del 30% (art. 29 D.L. 179/2012), applicabile sia a startup che a PMI innovative, anche tramite investimenti indiretti
  • Detrazione del 65% in regime “de minimis” (art. 29 bis D.L. 179/2012), più elevata ma soggetta a vincoli più stringenti.

Si assiste adesso ad un vero e proprio cambio di scenario in quanto dal 1° gennaio 2026, la detrazione ordinaria del 30% essendo qualificata come aiuto di Stato, non risulta più fruibile, a seguito della scadenza dell’autorizzazione europea al regime di aiuto e della mancata proroga.

Questo comporta una conseguenza immediata in quanto viene meno uno degli strumenti più utilizzati per gli investimenti in venture capital in Italia.

Non si tratta solo di una questione fiscale. La fine del 30% incide direttamente sulla prevedibilità del sistema, producendo effetti rilevanti sul mercato come, ad esempio, una riduzione dell’attrattività degli investimenti indiretti (es. fondi, club deal), una maggiore complessità operativa per accedere al 65% ed un possibile rallentamento delle operazioni e riallocazione del capitale verso mercati più stabili.

 

 Ad oggi, quindi, l’unico incentivo certo è la detrazione al 65% per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio in startup innovative

✔️ Detrazione IRPEF del 65% per investimenti in startup innovative
✔️ Applicabile entro il limite di 100.000 euro annui
✔️ Riservata alle startup nei primi anni di vita
✔️ Soggetta al regime europeo “de minimis” (Reg. UE 2831/2023) ()

Tuttavia, si tratta di una misura:

  • limitata alle startup (non alle PMI innovative)
  • soggetta a plafond complessivi di aiuti (300.000 € in tre anni)
  • subordinata a vincoli operativi e procedurali (es. concessione tramite piattaforma MIMIT)

 

PMI innovative: fine degli incentivi 

Per le PMI innovative, il quadro è ancora più critico: la detrazione “de minimis” del 50% è terminata definitivamente il 31 dicembre 2024 e non è stata rinnovata. Dal 2025 – e quindi anche nel 2026 – non esiste più un incentivo fiscale  specifico per chi investe in PMI innovative.

Il risultato è una netta discontinuità: l’agevolazione fiscale si concentra esclusivamente sull’early stage, lasciando scoperta la fase di crescita.

In conclusione

Nel 2026 il sistema degli incentivi agli investimenti in innovazione risulta:

  • ridotto (eliminazione del 30%)
  • concentrato (solo startup early stage)
  • condizionato (vincoli del de minimis)

Per investitori e operatori, la conseguenza è chiara:
non basta valutare il beneficio fiscale, ma è necessario considerare anche la tenuta giuridica e operativa dell’incentivo.

In assenza di una strategia stabile e coordinata con il quadro europeo, il rischio non è solo una riduzione degli investimenti, ma una perdita di competitività dell’intero ecosistema.

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