Per un Ente del Terzo Settore la raccolta fondi non è solo una questione di…

Lavoro nel Terzo Settore: volontari, lavoratori dipendenti e CCNL di settore
Volontari, dipendenti, collaboratori e lavoratori sportivi seguono regole diverse: confonderle espone l’ente a contestazioni di INPS, Ispettorato e Agenzia delle Entrate. Ecco cosa sapere.
I volontari
Il volontario opera in modo personale, spontaneo e gratuito (art. 17 D.Lgs. 117/2017). Le regole chiave:
- nessuna retribuzione e nessun rimborso forfettario;
- solo rimborsi di spese effettive, entro limiti deliberati dall’ente; con autocertificazione al massimo 10 euro al giorno e 150 euro al mese;
- incompatibilità con qualsiasi rapporto di lavoro retribuito con lo stesso ente;
- registro dei volontari non occasionali e assicurazione obbligatoria (art. 18 CTS).
I lavoratori retribuiti
Gli ETS possono assumere dipendenti e collaboratori, ma l’art. 16 CTS impone un trattamento non inferiore ai contratti collettivi e un rapporto massimo di uno a otto tra retribuzione più alta e più bassa.
ODV e APS hanno anche limiti numerici:

I dati vanno aggiornati nel RUNTS entro il 30 giugno di ogni anno. E ricorda: se un collaboratore ha orari fissi e direttive costanti, per un ispettore è un dipendente.
ASD e SSD: il lavoro sportivo
Per lo sport dilettantistico vale la riforma (D.Lgs. 36/2021). I compensi dei lavoratori sportivi, sommati su tutti gli enti, sono esenti da contributi INPS fino a 5.000 euro e da IRPEF fino a 15.000 euro annui; serve l’autocertificazione del lavoratore e le comunicazioni passano dal RASD.
I volontari sportivi possono ricevere rimborsi forfettari fino a 400 euro al mese per manifestazioni ed eventi, da comunicare al RASD. Per la circolare AdE 7/E/2026 concorrono alla soglia dei 15.000 euro. Se l’ASD è anche APS, per le attività di Terzo Settore restano vietati i forfettari.
Enti religiosi
Parrocchie, diocesi e istituti religiosi possono costituire un ramo del Terzo Settore (art. 4, c. 3, CTS). Le regole su volontari e lavoratori valgono solo per le attività del ramo, che vanno tenute separate da quelle di culto anche nella ripartizione di personale e costi.
Quale CCNL applicare
Non esiste un unico CCNL del Terzo Settore: si sceglie in base all’attività reale, tra i contratti firmati dai sindacati più rappresentativi. I più diffusi:

Attenzione ai contratti con minimi più bassi: possono essere contestati come non conformi all’art. 16.
Gli errori più frequenti
Rimborsi forfettari mascherati, volontari che ricevono compensi, registro e assicurazione non aggiornati, limiti di ODV e APS superati, collaborazioni che sono lavoro dipendente, CCNL non coerente. Le conseguenze vanno dal recupero di contributi e sanzioni fino alla perdita della qualifica nel RUNTS.
Fai il check-up per verificare la corretta gestione di volontari e dipendenti. Individuiamo i punti critici del tuo ente, che sia ASD, ODV, APS o ente religioso, e ti indichiamo come metterli in sicurezza prima di un controllo.
