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Le guide EFRAG C2, C3 e C7 per le PMI: dalla conformità “minima” a una rendicontazione sostenibile strutturata (VSME)
Nel quadro del Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs (VSME), EFRAG ha pubblicato l’11 dicembre 2025 tre supporting guides concepite per supportare le PMI nella predisposizione di informative ritenute “particolarmente sfidanti” emerse in consultazione pubblica e nel field test sul VSME. Le guide sono pensate per imprese con meno di 250 dipendenti e offrono esempi e casi applicativi pronti all’uso, come materiali complementari per chi adotta il Comprehensive Module del VSME; sono inoltre disponibili in formato interattivo sull’ESRS Knowledge Hub.
In parallelo, la divulgazione di settore ha sottolineato la natura “pratica” di tali strumenti, evidenziando che C2, C3 e C7 si concentrano su tre aree rilevanti del reporting di sostenibilità (pratiche/politiche/iniziative; clima; diritti umani nella catena del valore), con l’obiettivo di rendere più agevole una rendicontazione coerente con lo standard VSME.
C2: pratiche, politiche e iniziative future come “architrave” della rendicontazione
La guida C2 è dedicata alla descrizione delle pratiche, politiche e iniziative future adottate dall’impresa per la transizione verso un’economia più sostenibile. EFRAG chiarisce che C2 “costruisce” sull’informativa B2 del Basic Module: mentre in B2 l’impresa indica se possiede o meno pratiche/politiche/iniziative su un insieme di temi, in C2 è chiamata a descriverle in forma narrativa. La guida è esplicitamente qualificata come non vincolante, non esaustiva e non prescrittiva: non definisce aspettative sul contenuto specifico, ma fornisce elementi utili per strutturare l’informativa.
Operativamente, la guida si articola in due componenti:
- un elenco “sector agnostic” di esempi, che copre tutti i 10 temi di sostenibilità richiamati da EFRAG (tra cui cambiamento climatico, inquinamento, acqua, ecc.) e che è organizzato per complessità crescente;
- cinque casi di studio “mock” che mostrano come le PMI potrebbero rappresentare le informazioni in modo chiaro. EFRAG precisa anche che tale elenco è destinato a essere integrato, come menu a tendina, in un aggiornamento del VSME digital template.
Un passaggio rilevante, per molte PMI, è la definizione di “policy”: EFRAG evidenzia che le politiche possono essere formalizzate oppure non formalizzate e che l’assenza di documenti non implica necessariamente l’assenza di politiche; se l’impresa non ha formalizzato una policy ma ha attuato azioni o definito obiettivi/target per affrontare temi di sostenibilità, è chiamata a darne disclosure. Il messaggio sottostante è chiaro: C2 mira a rendere “visibile” ciò che nelle PMI spesso esiste già come prassi gestionale, ma non è sistematizzato in un linguaggio rendicontabile.
C3: obiettivi di riduzione GHG e transizione climatica con un percorso “step-by-step”
La guida C3 fornisce un supporto operativo per predisporre l’informativa su obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e, dove pertinente, su piani di transizione climatica. EFRAG è esplicita nel delimitarne l’uso: la guida è rivolta alle imprese che hanno deciso di adottare e comunicare target di riduzione e/o un piano di transizione, offrendo indicazioni passo-passo su come strutturare e rendicontare tali elementi in coerenza con la disclosure C3 del VSME.
La struttura si compone di due parti: una prima sezione dedicata all’impostazione dei target (con attenzione alle imprese che li definiscono per la prima volta) e una seconda sezione rivolta alle imprese operanti in settori ad alto impatto climatico che scelgono di dotarsi di un piano di transizione; EFRAG precisa che la sezione 2 integra e completa la sezione 1 e va letta congiuntamente.
È inoltre significativo che EFRAG collochi, per ora, le emissioni Scope 3 fuori dal perimetro principale della guida, pur riconoscendo la possibilità che alcune imprese scelgano di includerle applicando una logica analoga a Scope 1 e Scope 2 nella definizione dei target e nell’integrazione nei piani; il documento è descritto come “work in progress”, con la prospettiva di aggiornamenti, anche in relazione a una futura guida Scope 3 e all’attività di mappatura di calcolatori e strumenti digitali.
C7: incidenti gravi in materia di diritti umani nella catena del valore
La guida C7 affronta un tema delicato e spesso complesso per le PMI: la disclosure di eventuali incidenti gravi e confermati relativi ai diritti umani, occorsi nel periodo di rendicontazione e originati nella catena del valore. EFRAG chiarisce che gli esempi e le indicazioni riguardano tre categorie: lavoratori nella catena del valore, comunità interessate e consumatori/utilizzatori finali; sono invece esclusi gli incidenti relativi alla forza lavoro interna dell’impresa.
La guida evidenzia inoltre che l’esposizione a violazioni dei diritti può risultare più elevata in determinati settori e aree geografiche, ad esempio in contesti con basso livello di dialogo sociale o in assenza di ratifica delle convenzioni fondamentali ILO; e sottolinea che tale esposizione può cambiare nel tempo per effetto di mutamenti politici, regolatori o sociali. Un elemento operativo importante è il collegamento tra C7 e le informative di contesto (B2/C2): l’impresa può utilizzare quanto descritto su pratiche e politiche per contestualizzare l’incidente e spiegare come esso si inserisca nel proprio sistema di gestione dei temi di sostenibilità.
Tre guide, un metodo
Letta in modo unitario, la “trilogia” C2–C3–C7 copre tre esigenze tra loro complementari, che una PMI incontra quando prova a trasformare dati e prassi operative in una rendicontazione chiara e credibile.
C2 svolge innanzitutto una funzione abilitante: rende trasparenti governance, pratiche, politiche e iniziative in essere, definendo il perimetro informativo e un lessico comune. In altre parole, costruisce la cornice che permette al lettore di comprendere la logica con cui l’impresa governa i temi di sostenibilità e, di conseguenza, di interpretare correttamente le disclosure successive.
Su questa base si innesta C3, che introduce una disciplina specifica sul clima. La guida accompagna l’impresa lungo un percorso progressivo: dalla definizione di obiettivi di riduzione dei gas serra fino, per i settori più esposti, alla strutturazione di un piano di transizione climatica coerente con il modello di business e con le capacità operative della PMI. Il punto chiave è la gradualità: l’impostazione è pensata per rendere praticabile l’impegno climatico anche quando le risorse interne sono limitate.
C7, infine, presidia un’area spesso delicata nella disclosure: gli incidenti negativi gravi sui diritti umani, inclusi quelli potenzialmente generati o aggravati lungo la catena del valore. La guida fornisce una griglia di lettura concreta per descrivere gli eventi avversi in modo contestualizzato, evitando sia l’omissione (che compromette affidabilità e fiducia) sia la narrazione “a elenco” priva di cause, impatti e misure correttive.
In questa prospettiva, il valore delle guide non è soltanto nel “che cosa” rendicontare, ma soprattutto nel “come” farlo con proporzionalità, chiarezza e coerenza interna. Attraverso esempi e casi applicativi, le PMI possono ricondurre informazioni spesso già disponibili ma disperse (policy, procedure, KPI, registri incidenti, comunicazioni HR o HSE) a disclosure strutturate, leggibili e comparabili. È la stessa logica richiamata da EFRAG quando qualifica questi contenuti come non vincolanti e non prescrittivi: l’obiettivo è ridurre l’incertezza applicativa e supportare una rendicontazione concretamente sostenibile, in particolare sulle disclosure percepite come più complesse.
