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Regime Forfettario nel mirino dell’UE: perché Bruxelles critica la flat tax per le Partite IVA

La Commissione Europea mette sotto osservazione il regime agevolato per autonomi e professionisti: secondo Bruxelles potrebbe frenare la crescita delle imprese e ridurre l’efficienza del sistema fiscale italiano.

Il regime forfettario torna al centro del dibattito fiscale europeo. Nel Country Report 2026 dedicato all’Italia, pubblicato dalla Commissione Europea, emerge una critica significativa nei confronti della cosiddetta flat tax riservata alle Partite IVA con ricavi fino a 85.000 euro annui.

Secondo Bruxelles, il sistema agevolato introdotto per sostenere professionisti, autonomi e piccole attività rischia di produrre effetti distorsivi sull’economia italiana, scoraggiando la crescita delle imprese e riducendo l’efficacia complessiva del sistema tributario.

Cos’è il regime forfettario

Il regime forfettario rappresenta oggi il principale sistema fiscale agevolato per le Partite IVA individuali.

Tra i vantaggi più apprezzati troviamo:

  • imposta sostitutiva del 15%;
  • aliquota ridotta al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni;
  • semplificazioni burocratiche e contabili;
  • esonero da numerosi adempimenti fiscali previsti nel regime ordinario.

Per accedere al regime è necessario rispettare alcuni requisiti, tra cui il limite massimo di ricavi o compensi pari a 85.000 euro annui.

Ed è proprio questa soglia a rappresentare uno dei principali punti critici evidenziati dall’Unione Europea.

Perché l’Europa critica il regime forfettario

La Commissione Europea ritiene che la presenza di una soglia rigida possa influenzare negativamente le decisioni economiche di professionisti e imprenditori.

Il passaggio dal regime forfettario al regime ordinario comporta infatti un aumento significativo della pressione fiscale e degli adempimenti amministrativi. Questo fenomeno potrebbe spingere molti contribuenti a limitare volontariamente la crescita del proprio fatturato per evitare di perdere le agevolazioni.

Secondo Bruxelles, il risultato è un sistema che rischia di premiare la permanenza nelle dimensioni ridotte piuttosto che incentivare lo sviluppo delle attività economiche.

Un freno alla crescita delle imprese

Tra le osservazioni contenute nel rapporto emerge anche il tema della produttività.

L’economia italiana è caratterizzata da una forte presenza di microimprese e attività individuali, spesso a gestione familiare. In questo contesto, l’Unione Europea ritiene necessario favorire processi di crescita, aggregazione e innovazione.

Anche i limiti previsti per il costo del personale rappresentano, secondo alcuni osservatori, un possibile ostacolo allo sviluppo. Le imprese che intendono mantenere i requisiti per il regime agevolato potrebbero infatti essere meno incentivate ad assumere nuovi dipendenti o collaboratori.

Per la Commissione, un sistema fiscale moderno dovrebbe invece sostenere l’espansione delle attività economiche e accompagnare le imprese verso dimensioni più competitive.

Equità fiscale e lotta all’evasione

Le critiche europee non riguardano soltanto la crescita economica.

Nel documento si sottolinea come la presenza di numerosi regimi agevolati, esenzioni e aliquote ridotte contribuisca a restringere la base imponibile e a rendere il sistema fiscale più complesso.

Bruxelles ritiene che l’Italia potrebbe ottenere benefici da una maggiore semplificazione del sistema tributario e da un ampliamento della base imponibile, migliorando al tempo stesso l’equità fiscale.

Tra le indicazioni contenute nel rapporto emerge anche la possibilità di ridurre ulteriormente il peso fiscale sul lavoro, compensando il minor gettito attraverso altre forme di tassazione oggi considerate meno sfruttate, come patrimoni e successioni.

Il regime forfettario rischia davvero di essere abolito?

Al momento non esiste alcuna proposta concreta di abolizione del regime forfettario.

Le osservazioni della Commissione Europea rappresentano raccomandazioni e valutazioni economiche che non hanno effetti immediati sulla normativa italiana.

Tuttavia, il tema potrebbe tornare al centro del confronto politico nei prossimi anni, soprattutto nell’ambito delle riforme fiscali che l’Italia dovrà attuare per rispettare gli obiettivi di sostenibilità dei conti pubblici e di crescita economica.

Per milioni di professionisti e piccoli imprenditori il regime forfettario continua quindi a essere pienamente operativo, ma il dibattito sul suo futuro appare più aperto che mai.

Conclusioni

La Commissione Europea non chiede formalmente l’abolizione della flat tax per le Partite IVA, ma mette in evidenza una serie di criticità che potrebbero limitare la crescita delle imprese e l’efficienza del sistema fiscale italiano.

Da una parte il regime forfettario ha favorito la nascita e la sopravvivenza di migliaia di attività autonome; dall’altra, secondo Bruxelles, potrebbe creare incentivi che scoraggiano l’espansione economica e riducono il gettito fiscale.

Il futuro della misura dipenderà dalle scelte del Governo italiano e dall’equilibrio che verrà trovato tra sostegno alle piccole attività, semplificazione fiscale e obiettivi di crescita economica.

 

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