Con il Provvedimento n. 424470 del 31 ottobre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha definito le…

TRANSIZIONE VERDE IN ITALIA: TRA AVANZAMENTO DELLE RINNOVABILI E PERSISTENTE CRESCITA DELLE EMISSIONI
L’Italia sta registrando progressi significativi nel settore delle energie rinnovabili, ma tali risultati non stanno ancora traducendosi in una riduzione sufficiente delle emissioni di gas serra. Secondo la recente relazione della Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), la produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 49% del totale della generazione nazionale. Tuttavia, le emissioni continueranno a richiedere sforzi aggiuntivi per allinearsi agli obiettivi nazionali ed europei.
Emissioni e clima: il rallentamento della decarbonizzazione
Dal 1990 al 2024 l’Italia ha ridotto le emissioni di gas serra dell’ordine del 28%, ma nel solo anno 2024 la riduzione è stata dell’2%, circa quattro volte inferiore rispetto alla diminuzione registrata nel 2023. Alla luce dell’impegno nazionale di una riduzione pari al 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, occorre una decisa accelerazione negli interventi.
In parallelo, il Paese prosegue in condizioni climatiche sempre più critiche: il 2024 ha segnato il record di eventi estremi registrati, con oltre 3.600 fenomeni, un numero quadruplicato rispetto al 2018.
Energia e rinnovabili: ottimi numeri ma fragilità emergenti
La quota del 49% della generazione elettrica da fonti rinnovabili costituisce un risultato coerente con gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) per il 2030, ma già emergono segnali di rallentamento: nel primo semestre del 2025 la nuova installazione di impianti eolici e fotovoltaici è diminuita del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un fattore rilevante è la fine del meccanismo del Superbonus e le nuove restrizioni introdotte da alcune regioni, che potrebbero indebolire la spinta verso l’ampliamento delle capacità rinnovabili.
Economia circolare: un punto di forza dell’Italia
Parallelamente, l’Italia registra performance di vertice nel campo dell’economia circolare: il tasso di riciclo dei rifiuti è arrivato all’86%, quello degli imballaggi al 75,6%, e la produttività delle risorse è cresciuta del 32% tra il 2020 e il 2024. Il tasso di utilizzo circolare dei materiali raggiunge il 20,8%, più che doppio della media europea.
Tali risultati indicano che, pur in presenza di criticità su clima ed energia, l’Italia dispone di un impianto infrastrutturale, normativo e industriale abbastanza avanzato nel campo della circolarità.
Mobilità e industria: segni di ritardo preoccupanti
Nel settore dei trasporti l’Italia resta in ritardo: con 701 auto ogni 1.000 abitanti, il Paese detiene il primato europeo per densità di autovetture. Nel 2024 la quota di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni è calata all’7,6%, ben al di sotto della media europea (circa il 22,7%). Il parco veicolare circolante risulta ancora alimentato per l’82,5% da benzina e diesel.
Tali performance rappresentano un freno significativo alla decarbonizzazione del settore trasporti, ancora cruciale per gli obiettivi climatici nazionali.
Prospettive e scelte strategiche: l’Italia in una fotografia in bianco e nero
Durante la XIV edizione dei Stati Generali della Green Economy 2025 è stata presentata una fotografia netta dell’Italia: da un lato il Paese mantiene il primato europeo nell’economia circolare e segna un buon passo nel comparto rinnovabili; dall’altro lato, restano le resistenze operative e politiche che impediscono una più rapida riduzione delle emissioni e una reale trasformazione della mobilità e del sistema industriale.
La transizione ecologica non è più soltanto una opportunità di sviluppo, ma una necessità economica e sociale. Come sottolineato da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, «il clima non aspetta: ogni rinvio aumenta il prezzo da pagare».
L’Italia ha compiuto avanzamenti rilevanti nel percorso verso la sostenibilità – con fonti rinnovabili che coprono quasi la metà della generazione elettrica e una leadership nell’economia circolare – ma il quadro complessivo mostra che il cambiamento è ancora incompleto. Le emissioni non scendono con la rapidità richiesta, la mobilità resta poco efficiente e alcuni meccanismi di incentivo perdono vigore. Senza un rilancio strategico e operativo degli investimenti, delle politiche e delle infrastrutture, sarà difficile rispettare gli impegni al 2030 e mobilitare appieno il potenziale della green economy italiana.
