La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rifinanziato il credito d’imposta per le attività…

Il nuovo Codice degli Incentivi
Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il nuovo Codice degli incentivi alle imprese, introdotto con il Dlgs 184/2025 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2025, che realizza un riordino organico dell’intero sistema delle agevolazioni pubbliche.
La riforma, attuativa della delega prevista dalla Legge 160/2023, punta a semplificare le procedure, armonizzare gli strumenti nazionali e regionali, ampliare la platea dei beneficiari e garantire maggiore trasparenza e prevedibilità dei processi. Tra le principali innovazioni rientrano l’introduzione del principio di parità di accesso tra imprese e lavoratori autonomi e la definizione di un bando tipo standardizzato che uniforma le regole lungo tutto il ciclo di vita degli incentivi, dalla programmazione alla valutazione finale. Il Codice stabilisce con precisione quali misure rientrano nel nuovo perimetro normativo e quali ne restano escluse, come le agevolazioni fiscali automatiche e contributive, e fornisce definizioni comuni — da impresa a PMI, da agevolazione a finanziamento o capitale di rischio — per assicurare chiarezza e coerenza nei bandi.
La digitalizzazione svolge un ruolo centrale: il Registro nazionale degli aiuti di Stato e la piattaforma Incentivi.gov.it saranno potenziati con nuovi servizi, anche basati su tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, per accompagnare imprese e professionisti dalla richiesta all’erogazione del beneficio. Le amministrazioni dovranno programmare gli incentivi in modo rigoroso, definendo obiettivi strategici, cronoprogrammi e risultati attesi, sotto il coordinamento del Tavolo permanente degli incentivi istituito presso il MIMIT, incaricato di garantire l’allineamento tra politiche nazionali e regionali.
Il Codice introduce inoltre una piena equiparazione tra PMI e lavoratori autonomi, che potranno accedere alle misure alle stesse condizioni, salvo requisiti esclusivamente legati all’esercizio della professione, e stabilisce un sistema di premialità e riserve che assegna almeno il 60% delle risorse alle PMI, e riconosce vantaggi specifici per imprese con rating di legalità, politiche di parità di genere, inclusione e valorizzazione del lavoro giovanile, femminile. Tutti gli incentivi dovranno essere attivati tramite bandi, salvo quelli automatici, e il bando tipo definito dal MIMIT dovrà prevedere elementi obbligatori come obiettivi, risorse, criteri di ammissibilità, benefici concedibili, tempistiche, regole sui controlli e cause di revoca. Particolarmente rigorosa è la disciplina anti-delocalizzazione, che obbliga alla restituzione del beneficio e al pagamento di una sanzione se l’attività economica viene spostata fuori dallo Spazio economico europeo entro cinque anni (dieci nel caso delle grandi imprese) dalla conclusione dell’investimento agevolato. Il sistema di monitoraggio sarà basato sul Codice Unico di Progetto, che diventa obbligatorio per ogni incentivo e permette di tracciare l’intero iter amministrativo, mentre la valutazione delle misure sarà strutturata in analisi ex ante, in itinere ed ex post, così da orientare le politiche pubbliche su basi realmente evidence-based.
La trasparenza verso cittadini, imprese e professionisti sarà garantita da Incentivi Italia, dalla piattaforma Incentivi.gov.it e dagli strumenti che ciascuna amministrazione potrà integrare per rendere sempre più chiaro e accessibile il panorama delle agevolazioni disponibili.
💼 Non accontentarti: rimani aggiornato e seguito come una grande impresa con il supporto professionale di #CapitalAdvisory
Scopri tutti i nostri servizi su www.capitaladvisory.net
✉️ Scrivi via mail segreteria@capitaladvisory.net oppure chiamaci al numero +39 06 8088554
