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Certificazione unica tardiva o errata: regole per ravvedersi

Dopo la scadenza ordinaria del 16 marzo per l’invio della Certificazione Unica (CU) 2026, i sostituti d’imposta che non hanno adempiuto nei termini possono ancora rimediare. La Circolare n. 12/2024 dell’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito in modo definitivo la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso anche in caso di invio tardivo o errato della CU.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia e come regolarizzare la propria posizione.


Ravvedimento operoso per CU tardiva: la novità chiarita

La questione nasceva da un dubbio interpretativo: era possibile applicare il ravvedimento operoso anche alle certificazioni uniche trasmesse in ritardo?

Con la Circolare n. 12/2024, l’Agenzia delle Entrate ha fornito risposta positiva. Nonostante la tempistica delle CU sia fondamentale per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate, il ravvedimento operoso resta applicabile anche in caso di tardiva trasmissione.

Questo chiarimento supera di fatto precedenti indicazioni più restrittive (come quelle contenute nella circolare 6/E del 2015).


Regime sanzionatorio: quanto si paga

La normativa vigente prevede sanzioni specifiche per ogni certificazione:

  • 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata

  • Massimo 50.000 euro per sostituto d’imposta

Sono però previste importanti riduzioni:

  • Nessuna sanzione se la correzione avviene entro 5 giorni dalla scadenza

  • Sanzione ridotta a un terzo (massimo 20.000 euro) se l’invio corretto avviene entro 60 giorni

A queste riduzioni si aggiunge ora la possibilità di applicare le ulteriori diminuzioni previste dal ravvedimento operoso, in base alla tempestività della regolarizzazione.


Perché è ammesso il ravvedimento

Il legislatore ha introdotto una disciplina che:

  • consente comunque l’invio tardivo della CU

  • prevede una graduazione delle sanzioni

  • non esclude espressamente il ravvedimento operoso

Per questo motivo, in base ai principi generali dell’ordinamento tributario, l’Agenzia ha confermato che il ravvedimento è pienamente applicabile.


Effetti per contribuenti e intermediari

Se il sostituto d’imposta invia una CU tardiva o rettificativa:

  • il contribuente può utilizzarla

  • può consegnarla a CAF o professionista

  • può servire per correggere o integrare la dichiarazione dei redditi

Questo garantisce maggiore flessibilità e tutela per il contribuente finale.


Scadenze CU 2026: riepilogo

Ecco le principali scadenze da ricordare:

  • 16 marzo 2026 → lavoratori dipendenti, pensionati e redditi assimilati

  • 30 aprile 2026 → lavoratori autonomi

  • 31 ottobre 2026 → redditi esenti o non rilevanti per la precompilata


Conclusioni

La Circolare n. 12/2024 introduce un chiarimento molto importante: anche per le Certificazioni Uniche tardive è possibile ricorrere al ravvedimento operoso.

Si tratta di un’apertura significativa che consente ai sostituti d’imposta di regolarizzare eventuali ritardi con sanzioni ridotte, evitando conseguenze più gravose.

👉 In caso di omissioni o errori, è quindi fondamentale intervenire rapidamente per beneficiare delle riduzioni previste.

 

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