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Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026: nuove risorse per sostenere gli investimenti delle imprese manifatturiere

Le imprese manifatturiere del Lazio e delle Marche possono contare su una nuova opportunità per investire nella crescita, nell’innovazione e nel rafforzamento della propria capacità produttiva. È stata infatti pubblicata la seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, lo strumento  gestito da Invitalia, nato con l’obiettivo di sostenere il rilancio industriale dei territori maggiormente interessati dai processi di deindustrializzazione e di accompagnare le imprese in percorsi di sviluppo e ammodernamento.

La misura rappresenta il naturale proseguimento di un’iniziativa che, nella sua prima edizione, ha riscosso un interesse particolarmente elevato da parte del tessuto imprenditoriale. Le richieste presentate negli anni scorsi hanno infatti superato la dotazione finanziaria disponibile, confermando quanto il bisogno di strumenti di sostegno agli investimenti sia ancora molto forte, soprattutto nelle aree che negli ultimi anni hanno subito una progressiva perdita di capacità produttiva. Proprio sulla base di questi risultati il Governo ha deciso di rifinanziare il Fondo con una dotazione complessiva di 120 milioni di euro, ripartiti equamente tra i territori interessati. Ciascuna delle sei aree coinvolte potrà infatti contare su 20 milioni di euro destinati esclusivamente alle imprese localizzate nei rispettivi comprensori industriali. Per quanto riguarda le Marche, le risorse sono riservate al territorio del Piceno, attraverso il Consorzio per lo Sviluppo Industriale Piceno Consind, mentre nel Lazio il finanziamento interesserà le aree riconducibili al Consorzio Industriale del Lazio.

L’obiettivo della misura non è semplicemente quello di sostenere nuovi investimenti, ma quello di contribuire concretamente al rilancio economico di territori che negli ultimi anni hanno visto ridursi il numero delle attività produttive o hanno subito importanti processi di riconversione industriale. In quest’ottica il Fondo punta a favorire l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, il consolidamento di quelle già presenti e l’innalzamento del livello tecnologico degli stabilimenti esistenti, sostenendo interventi capaci di generare nuova competitività e, di conseguenza, nuova occupazione.

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese operanti nel settore manifatturiero, individuate dalla sezione C della classificazione ATECO 2025, che abbiano già un’unità produttiva oppure intendano realizzarne una nuova nei Comuni ricadenti nei territori di competenza dei consorzi industriali interessati. Al momento della presentazione della domanda le imprese dovranno risultare regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, essere nel pieno esercizio dei propri diritti e possedere tutti i requisiti previsti dall’Avviso, senza trovarsi in stato di liquidazione o essere soggette a procedure concorsuali o ad altre condizioni che impediscano l’accesso alle agevolazioni pubbliche.

Uno degli aspetti di maggiore interesse riguarda certamente l’entità dell’incentivo. Il Fondo prevede infatti la concessione di un contributo in conto impianti, erogato in regime “de minimis”, che può arrivare a coprire fino al 100% delle spese ritenute ammissibili. Ogni impresa potrà ottenere un contributo massimo di 300 mila euro, una soglia particolarmente significativa soprattutto per le piccole e medie imprese manifatturiere che intendono realizzare programmi di investimento senza dover sostenere integralmente il peso finanziario dell’operazione.

Le iniziative finanziabili coprono un ampio ventaglio di interventi. Il Fondo sostiene infatti programmi destinati all’insediamento di nuove unità produttive, all’ampliamento e al potenziamento di stabilimenti già esistenti, ma anche alla loro riqualificazione e all’ammodernamento dei processi produttivi. Particolare attenzione viene riservata agli investimenti che introducono innovazioni di processo e di prodotto, favoriscono la digitalizzazione delle attività industriali oppure accompagnano la transizione verso modelli produttivi più sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico. Si tratta, quindi, di una misura che guarda non soltanto all’espansione della capacità produttiva, ma anche all’innovazione e alla competitività di lungo periodo delle imprese beneficiarie.

Anche il ventaglio delle spese finanziabili risulta particolarmente ampio. Sono infatti considerate ammissibili le spese sostenute a partire dall’8 maggio 2024 e fino al 31 dicembre 2028 per la realizzazione di opere murarie e impiantistiche direttamente collegate al progetto di investimento, per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, nonché per beni immateriali funzionali allo sviluppo dell’attività produttiva. Restano invece escluse alcune categorie di spesa, come le consulenze specialistiche, l’acquisto di beni usati, la locazione finanziaria, l’acquisto di terreni o fabbricati, le spese di funzionamento ordinario, la formazione del personale, i costi di trasporto e, più in generale, tutte le voci che non risultino direttamente collegate alla realizzazione del progetto di investimento.

Per quanto riguarda la procedura di accesso, la presentazione delle domande avverrà esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma predisposta da Invitalia. Le imprese potranno registrarsi al portale a partire dal 31 luglio 2026, mentre lo sportello per l’invio delle richieste sarà aperto dalle ore 12 del 31 agosto fino alle ore 12 del 30 ottobre 2026. Le istanze saranno valutate seguendo rigorosamente l’ordine cronologico di presentazione e i contributi saranno concessi fino all’esaurimento delle risorse disponibili, previa verifica della sussistenza dei requisiti richiesti e dell’ammissibilità del progetto di investimento presentato.

Un elemento che merita di essere evidenziato è anche la possibilità, prevista dall’Avviso, di richiedere un’anticipazione pari al 50% del contributo concesso, previa presentazione di un’idonea garanzia fideiussoria. Una soluzione che può rappresentare un importante supporto finanziario per le imprese che devono avviare rapidamente gli investimenti programmati e necessitano di maggiore liquidità nella fase iniziale del progetto.

Nel complesso, il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione si conferma uno degli strumenti più rilevanti messi a disposizione delle imprese manifatturiere dei territori interessati. Grazie all’elevata intensità dell’aiuto, alla possibilità di finanziare una vasta gamma di investimenti e all’attenzione rivolta all’innovazione e alla competitività, la misura rappresenta un’opportunità concreta per accompagnare i programmi di sviluppo delle aziende e contribuire al rafforzamento del sistema produttivo locale. Per molte imprese del comparto manifatturiero potrà costituire un’occasione strategica per accelerare gli investimenti già programmati, introdurre nuove tecnologie e consolidare la propria presenza sul mercato, con ricadute positive non solo sul piano aziendale, ma anche sull’economia e sull’occupazione dei territori coinvolti.

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