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Autoproduzione di energia da FER nel Mezzogiorno: come funziona il nuovo bando MASE

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La transizione energetica non è più solo un tema ambientale, ma una leva strategica per la competitività delle imprese. Con il nuovo bando del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dedicato all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (FER), le aziende del Mezzogiorno hanno oggi l’opportunità di ridurre in modo strutturale i costi energetici, beneficiando di un contributo a fondo perduto significativo.

La misura dispone di uno stanziamento complessivo pari a 262 milioni di euro e resterà aperta dal 3 dicembre 2025 al 3 marzo 2026.

A chi si rivolge il bando

Il bando è rivolto alle imprese di qualsiasi dimensione – micro, piccole, medie e grandi – con unità produttive localizzate nelle regioni del Mezzogiorno.

Gli interventi devono essere realizzati a servizio di imprese ubicate in aree industriali, produttive o artigianali situate in Comuni con più di 5.000 abitanti.

L’obiettivo è chiaro: sostenere il tessuto produttivo del Sud Italia, migliorandone l’efficienza energetica e la competitività attraverso investimenti strutturali in energia rinnovabile.

Cosa finanzia: impianti fotovoltaici, termo-fotovoltaici e accumulo

La misura sostiene progetti di autoproduzione di energia elettrica da FER tramite:

  • Nuovi impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo dell’impresa;
  • Sistemi di accumulo elettrochimico “dietro al contatore” (behind-the-meter), a servizio degli impianti di produzione, per aumentare la quota di energia autoconsumata;
  • Potenziamento di impianti esistenti (fotovoltaici o termo-fotovoltaici), con esclusione del rifacimento completo.

L’impianto oggetto di agevolazione deve avere una potenza compresa tra 10 kW e 1.000 kW e i lavori devono essere conclusi entro 18 mesi dal provvedimento di ammissione.

Entità del contributo e spese ammissibili

Il piano di spesa deve avere un importo compreso tra 15.000 € e 2.650.000 €. Sono ammissibili le spese relative a:

  • acquisto dei componenti dell’impianto (fotovoltaico / termo-fotovoltaico e sistemi di accumulo);
  • attività di installazione e messa in esercizio;
  • opere e costi strettamente connessi e necessari alla realizzazione e al funzionamento dell’impianto.

L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo in conto impianti, fino a una percentuale massima del 63% della spesa ammissibile, con intensità differenziate per tipologia di impianto e dimensione d’impresa.

Sono inoltre previste maggiorazioni in presenza di:

  • utilizzo di tecnologie fotovoltaiche registrate ENEA (categorie A, B o C);
  • certificazione ISO 50001 (sistemi di gestione dell’energia);
  • certificazione per la parità di genere;
  • elevata quota di energia rinnovabile autoconsumata rispetto ai prelievi dalla rete.

Come vengono valutati i progetti

L’accesso al contributo non avviene in base al solo ordine cronologico, ma tramite una procedura valutativa con graduatoria a punteggio.

I progetti sono valutati sulla base di due macro-criteri:

  1. Caratteristiche del soggetto proponente
  2. Caratteristiche della proposta progettuale

In questo modo vengono premiati i progetti che massimizzano l’autoconsumo da fonte rinnovabile, riducendo realmente la dipendenza energetica dell’azienda.

In altre parole, verranno favorite le imprese che presentano bilanci solidi, una governance strutturata e progetti tecnicamente ben dimensionati sui propri fabbisogni.

Questo bando rappresenta una occasione concreta per:

  • ridurre in modo significativo il costo dell’energia;
  • proteggersi dalla volatilità dei prezzi di mercato;
  • migliorare il profilo ESG e la sostenibilità dell’azienda;
  • valorizzare immobili e stabilimenti produttivi nel Mezzogiorno.

La finestra temporale è definita (3 dicembre 2025 – 3 marzo 2026) e le risorse, pur importanti, sono limitate: presentare progetti ben strutturati e completi fin da subito diventa quindi un fattore decisivo.

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